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qualcosaC’è qualcosa d’impalpabile oggi in città. Come un profumo di libertà.
Un qualcosa che odora di “bella ciao” e allo stesso tempo di “vaffanculo”.
C’è qualcosa che, però, alla fine dei conti fa davvero la differenza.
Mentre cammino in Piazza la gente mi ferma, mi chiede e sento questo qualcosa.
Un qualcosa che ha a che vedere con parole magari un pò in disuso, magari un pò fuori moda che, però, hanno ancora un senso per la maggioranza assoluta dei teramani.
Le butto là alla rinfusa, ci tornerò, proprio per la loro importantissima impalpabilità.
Sento parole come decoro, impegno, come serietà e volontà, come integrità, come legalità. Parole come sobrietà. Come stile. E come moderazione. Parole come dialogo e come pacatezza. Parole come altruismo e condivisione. Parole come uguaglianza. E come dignità. E come responsabilità. Parole come partecipazione. Come cultura. Parole che invocano Teramo pulita, Teramo diversa. Sento parole come rispetto. E parole come democrazia. Umanità. Bellezza. Doveri. Diritti. Onestà. Parole come futuro. Come fatica. Come lavoro. Come speranza e come prospettiva. Sono tante e altrettante potrebbero essere.
Parole impalpabili che, però, segnano una differenza culturale prima che politica per la nostra città.
Il Sindaco si è appena insediato ma è già chiara una differenza tra due modi di pensare la città, la nostra città.
Una differenza tra chi, almeno così sembra, considera l’amministrare una cosa privata, fine a se stessa, senza ideali, senza contenuti, senza obiettivi. Con il solo scopo dell’interesse personale. Un modo per avere una poltrona un pò più grande, un modo per sentirselo almeno un pò duro. E chi lo considera un servizio al futuro, al presente, alla comunità, ai cittadini.
Il nuovo Sindaco si è appena insediato ma emerge tra questo e il precedente una differenza netta già nel saluto alla città, tra chi oggi cerca di dare un senso alle parole e chi, invece, le utilizzava solo come vuota retorica, come biglietto del treno per Pescara.
Ecco, forse è questa la differenza più importante: dare o no un senso alle parole, considerarle o no scatole da riempire.
Senza capire questa differenza, nessuno può comprendere quello che sta succedendo in questi giorni, in queste ore nella NOSTRA CITTA’.
C’è la gioia dei nuovi, c’è l’entusiasmo dei vecchi, ma tra sorrisi, aperitivi, selfie, tshirt bruttine, tra stupore e qualche slogan di troppo c’è dell’altro. Molto altro. E tantissimi teramani, a destra come a sinistra, l’hanno capito. 
La città ha avvertito quanto la politica sia importante nella vita della nostra comunità. Forse era necessaria una lacerazione tanto profonda perché la mia città passasse dalla semplice incazzatura all’indignazione, al vomito fino al cambiamento. Fino alla voglia di riscatto. Ecco cosa c’è di nuovo. Ecco cosa succede in città : c’è voglia di riscatto
Ed è bello! Che gusto poter ancore sperare in una politica diversa.
Ma volevo dire altro. Oggi.
Teramo è una città in declino: inutile girarci intorno. Che fino ad oggi ha fatto politica, con un architettura del potere strana, ramificata, trasversale, parentale. Silenziosa, mafiosa. Inutile usare altre parole. Per anni chi ci è arrivato lo ha vissuto come un luogo triste, buio, senza interesse e senza interessi. Senza una buona qualità della vita. E per troppi lunghi, interminabili anni, i teramani sono stati mugugnosi, indifferenti, lontani da ciò che era pubblico. Fondamentalmente fermi. Tradendo la vera natura di una città che potrebbe offrire molto sotto molti punti di vista. Amministratori stanchi e spenti avevano trasposto la loro mediocrità dentro la carne viva della città. Ammosciandola. Ingrigiendola. Ferendola.
Il Sindaco si è appena insediato. E’ presto per chiedergli qualcosa. Ma una promessa gliela facciamo fin da adesso: saremo con lui se saprà dare un volto nuovo alla nostra città. E saremo ferocemente contro se tradirà queste legittime aspettative. Voglio sperare che grazie a lui e la sua giunta nascerà qualcosa di nuovo e di bello in città. Teramo tornerà a far parlare per le cose belle che propone. Teramo tornerà ad essere una città che offre una possibilità per tutti. Tornerà l’orgoglio di essere teramani
A ben vedere, è proprio questo il tema: cambiare per ritrovare l’orgoglio. Sradicare vecchie realtà incrostate. Vecchi poteri.
Se ci provassimo insieme invece che vivere come struzzi.
Noi vogliamo dare il nostro contributo. Proviamoci ancora. Con Gianguido, tutti insieme !

Leo Nodari

leonodarirubri

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