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cinecuorum 1Cinecuorum: la Heimat ideale dei giovani che verranno e che vorranno.Ci sono una Dirigente Scolastica eclettica, due insegnanti di lettere con la passione per il cinema, la psicanalisi, la pedagogia, la didattica inclusiva e tanti ragazzini delle scuole medie, curiosi ed affamati. Ragazzi che frequentano piccoli istituti comprensivi nel territorio difficile della provincia di Teramo, in Abruzzo. Quello dei monti della Laga e tutt'attorno. Istituti curati, con docenti combattenti, con aule multimediali, mense e tanto verde. Idealmente sembrerebbe un affresco da Nord Europa ma praticamente sono geolocalizzati in un contesto periferico, a volte sciatto e distratto, spesso dimenticato o isolato. Eppure è sempre la dose che fa il veleno e qui la panacea è il cinema.Questa esperienza emozionale è antica quanto l'esigenza dell'uomo di assistere alle rappresentazioni, naturali o artefatte che siano. La settima arte portata in classe è il focus di questa sperimentazione. Che sia un film di un regista indipendente locale, o un capolavoro di animazione, un grande classico, una pellicola persiana, i giovani rimangono ammaliati dalle immagini, dai suoni, dalla fotografia, dalle dinamiche che si dipanano fuori e dentro la cornice dell'aula.Lontani dai clamori delle sale, dei festival, della boriosa critica cinematografica, i ragazzi pensano e agiscono rispondendo ad impulsi e ad emozioni. Il treno dei fratelli Lumiere irrompe sulla scena e porta scompiglio. Ora come allora. Sebbene abituati a fruire delle immagini attraverso la rete, guardandole in dispositivi ultra piatti, maneggevoli e up-to-date, si lasciano ammansire dallo schermo. Ci sono le risate, i brusii, le lacrime, ma mai gli sbadigli. Riescono a sostenere tempi più lenti e dilatati durante la visione di un film d'essai. La cosa ha stupito anche gli adulti, viziati da pregiudizi generazionali. Questi giovani sono nativi digitali, sono tutti nati con internet, sono sempre connessi, eppure si perdono nelle modalità analogiche, quasi come un contemporaneo quando entra in un museo del paleolitico. Allora ai film fanno i raggi X, innescando meccanismi cognitivi del tutto inaspettati. Creano quasi un sentimento di nostalgia per un'epoca analogica così remota, per loro, nel tempo. Si rilassano e chiedono non cosa succede loro, nell'immanenza o nella contingenza storica, ma cosa succederà loro in futuro. Usano ogni visione per erigersi oltre l'ermo colle. Quasi come se la finestra sul mondo, offerta loro dalla rete, non fosse sufficiente perchè il piatto- utile ma pronto- servitogli è imparagonabile alla personale possibilità di ricercazione e di scandaglio dell'animo umano. Ad un tratto ci si accorge che loro, i giovani, quelli che gli adulti si illudono di educare, hanno la risposta che, quegli adulti, stanno da sempre cercando. La offrono senza ansia, sperando che la possano recepire. Che la possano attuare.Dove andremo? Ci chiedono.Dove troveremo qualcosa di bello. Che sia il cinema, la poesia, la musica, la pittura, la natura. Ci rispondono.Aiutateci a trovarlo e a proseguirlo. Sottindedono, durante i titoli di coda, prima della scritta FINE.

Betty L'Innocente, docente-sceneggiatrice e curatrice di Cinecuorum, un progetto filmico sentimentale, voluto dalla Dott.ssa Laura D'Ambrosio, DS dell'IC Torricella-Civitella (TE), insieme alla prof.ssa Maria Ciprietti, alle famiglie, ai docenti e ai ragazzi tutti.

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