
Sono quarantuno le righe di comunicato stampa (e sette di - come sempre sproporzionato- titolo) quelle con le quali il Comune annuncia, con quella certa malcelata enfasi che sempre avvolge la gianguideria, quando c’è un nastro da tagliare o una possibile vetrina pubblica con qualche personaggio nazionale, le iniziative del decennale della morte di Marco Pannella.
Quarantuno righe di comunicato stampa dedicate, nella loro quasi totalità, all’annuncio della presentazione di un libro, che domani sarà in edicola in allegato al Centro, “evento” al quale oggi si riserva la sala ipogea, e poche righe per il saluto che la città porterà domani mattina al cimitero, alla tomba del leader radicale.
Quarantuno righe senza una parola, un accenno, un riferimento al fatto che questa sera il Comune ricollocherà il volto di Marco Pannella sulla stele sistemata all’angolo dei giardini di Porta Madonna, all’inizio della strada che un tempo si chiamava Noè Lucidi e che oggi porta il nome proprio del più importante politico che questa città abbia visto nascere.
Neanche una riga, per annunciare la “soluzione” di un caso nato quattro anni fa quando, cinque mesi dopo l’inaugurazione, il “faccione” di Pannella (in verità un mascherone secondo me poco somigliante) cadde e si disintegrò.
Quattro anni nei quali, più volte, il Comune ha ripetuto di considerare simbolica anche la sola stele, senza bisogno di un “faccione”.
Quattro anni nei quali il presidente del Consiglio Melarangelo e il Sindaco, anche alle mie domande, hanno più volte ribadito il valore di quella traccia di memoria, anche senza il volto.
E invece, all’improvviso… eccola qua, la faccia rispunta, per gentile donazione di un docente del Liceo artistico, che ha regalato alla città una sua opera.
Si sa, a caval donato non si guarda in bocca e leggo sulle pagine del giornale alle quali proprio il presidente Melarangelo ha deciso di concedere l’anteprima di notizia e foto (ovviamente lo stesso Centro dell’evento ipogeico del comunicato da quarantuno righe) che “…abbiamo così fatto delle valutazioni che ci hanno portato, di concerto con la Sovrintendenza, a valutare questa nuova strada”.
Non ce ne voglia il gentile professore autore del nuovo faccione (a proposito, in città e provincia ci sono molti scultori e ceramisti, perché non si è pensato di coinvolgerli con un concorso di idee per il nuovo volto?) ma a me sembra anche meno somigliante della prima.
Non ne discuto la fattura, e apprezzo il gesto del docente, ma il mio è soltanto un personalissimo giudizio estetico.
Non avendo, però la pretesa di saper giudicare l’arte, ho chiesto all'AI Gemini quali somiglianze trovasse nell’opera.
Il risultato è stato particolarmente impietoso… nella sua città, Pannella è passato da “mascherone” a …ghostbusters.
Come dire: Marco ritrova la faccia, il Comune... la riperde.
ADAMO
(foto: sopra, a sin: il nuovo faccione da Il Centro oggi in edicola, a destra un fantasma del film ghostbusters. sotto la stele a maggio del 2022 e a novembre dello stesso anno).

