All in. Per uscire dalla complicatissima partita di poker, nella quale rischiava di ritrovarsi con una mano perdente, pur avendo in mano le carte migliori, il Sindaco di Teramo ha deciso di giocare il tutto per tutto.
All in.
E la giocata ha funzionato: domani il Consiglio si dovrebbe aprire senza problemi di numero legale, semmai ce ne saranno sul punto del gemellaggio con Rishon, perché quello pare che non voglia votarlo nessuno. Ma all'apertura, la maggioranza ci sarà.
Sul piatto non c’è solo il consiglio di domani, per il quale aveva anche tentato di giocarsi il punto della dimissioni annunciate, ma c’è di più, molto di più.
C’è la conta decisiva, il dentro o fuori che potrà segnare davvero e una volta per tutte, il destino degli ultimi due anni di amministrazione.
Ed è un all in costruito secondo i crismi, prima l’apertura con le dismissioni minacciate, poi la puntata sul cambio di poltrona tra l’assessora Ciammariconi e l’aspirante Bartolini e poi, quando proprio per quella puntata bartolinica tutti i gruppi hanno cominciato a rilanciare, D’Alberto ha sfoderato l’all in: la giocata delle giocate. Che nel quadro politico teramano attuale, si traduce in un nuovo rimpasto, anzi: in un vero rimpasto, ma con le premesse invertite: prima di assegnare gli assessorati, bisogna “ridisegnare” il Consiglio. Lo sfaldamento dei gruppi, infatti, ha cambiato gli equilibri della Maggioranza, tanto che non si capisce più chi stia con chi, chi rappresenti chi e, soprattutto, chi “regga” chi, ovvero quale gruppo si identifichi in quale assessore. L’all in di D’Alberto è un annuncio a tutta la maggioranza: “nei prossimi giorni vi chiamo e mi dovete dire chi siete, quanti siete e chi riconoscete come assessore”. Subito dopo, ridefiniti pesi e gruppi, si rifà la Giunta.
Tutta.
Con un megarimpasto che potrebbe anche coinvolgere persone esterne, purché indicate da un gruppo che abbia i numeri per richiedere un assessore. Sarà una rivoluzione e, siccome sarà “numerica”, nessuno avrà la possibilità di opporsi. Al momento, fare previsioni sui futuri assessori è impossibile, molto più facile farle sugli attuali “in nomination”. La Ciammariconi salterà, perché ha un solo consigliere e la lista del presidente D’Angelo, che ne ha tre, non ha assessori, vista l’ormai acclarata rottura tra il gruppo e i due assessori Mimmo Sbraccia e Graziella Cordone. A rischiare, è soprattutto quest’ultima, visto che il suo posto l’ha chiesto la lista di Cavallari, sia per ricreare un rapporto con D’Angelo, sia per trovare un posto all’esterno Sciamanna. Sembra che, per avere più peso in Consiglio, il gruppo di Cavallari sarebbe pronto ad accogliere il pentastellato Calandrini, deciammariconizzato. Se così andrà, Bella Teramo potrebbe essere il gruppo più pesante in Consiglio, con quattro scranni, visto che il Pd è prossimo ad una scissione, con Emiliano Cargjnari e Paolo Rapagnani pronti a fondare il gruppo di “Più uno”.
Questo significa che il Pd non avrà il peso di reggere due assessori e il presidente del Consiglio, così come “Insieme possiamo”, ormai ridotto a soli tre consiglieri, che non potrà certo continuare ad avere in Giunta il Sindaco e due assessori di cui uno anche vicesindaco. Probabile che perda subito proprio la nomina da vice, per cercare di mantenere i due assessorati. C’è poi da capire il ruolo che svolgerà il gruppo misto dei delusi, così come quello di Italia Viva (che pesa anche nelle alleanze sovracomunali) e che potrebbe far pesare un rientro, visto che ora è all’appoggio esterno. Strategica sarà anche la scelta che farà la consigliera Deborah Fantozzi, ufficialmente ancora in Teramo Vive, ma c’è chi la considera combattuta tra i Podemos, a rinforzo della lista del Sindaco, e il Pd, anche se la delegata agli eventi non sembra interessata a lasciare la sua lista di elezione, con buona pace dell’ex assessore Valdo Di Bonaventura.
Da ultimo, ma solo a titolo di cronaca, non possiamo non citare il consigliere di Avs Michele Raiola, che scalpita per un posto al sole. E sembra che scalpiti tanto, al punto da aver ipotizzato un assessorato ai giovani. Fatica sprecata. Questa, per quanto complicata, è una storia politica… non di fantascienza.
ADAMO

