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L’Anpi Noschtra ha individuato un nuovo avversario. Questa volta niente revisionismo, fascismo o nostalgie del Ventennio: il nemico dei partigiani teramani nati dopo la guerra, è la grammatica italiana. Una battaglia combattuta senza fare prigionieri. Parole maltrattate, verbi mandati allo sbaraglio e apostrofi dispersi sul campo, sembrano comporre il bollettino quotidiano di una guerra senza quartiere contro l’Accademia della Crusca. Mentre ci si chiede quando l'Anpi, con l'amica Teramo Noschtra, libererà il seminterrato del Milli, occupato da anni senza titolo, solo in virtù dell'ospitalità offerta dalla stessa Teramo Noschtra, che occupava quegli stessi locali senza contratto e senza pagare affitti né utenze, l'associazione partifgiana continua a portare attacchi durissimi alla nostra lingua,  La sintassi prova a resistere, ma è accerchiata. I congiuntivi hanno già chiesto rinforzi, mentre gli apostrofi superstiti cercano riparo dove possono. Vi racconta tutta la storia il nostro Adamoassaaa.jpeg

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