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Tutti pieni.
Tutti contenti.
Tutti vincitori.
Come spesso accade quando si chiude una serata di festa, sia Teramo sia Notaresco rivendicano il successo dei rispettivi Irish Festival.
E le immagini che si rincorrono sui social, sembrano dare ragione a entrambi.
A Teramo, va detto, nella prima vera serata di confronto diretto, la sensazione è stata impressionante: la folla ha letteralmente invaso il Parco Fluviale, riempiendo gli spazi della manifestazione e regalando agli organizzatori un colpo d’occhio difficile da contestare. Anche Notaresco ha risposto. La seconda serata è sembrata decisamente meglio avviata rispetto alla prima, che forse aveva pagato almeno in parte lo scotto delle polemiche che avevano accompagnato la vigilia del festival. Il paese ha ritrovato progressivamente il clima delle grandi occasioni e le piazze si sono riempite. Poi, naturalmente, arriverà la battaglia dei numeri.
Quanti a Teramo?
Quanti a Notaresco? Chi ha fatto davvero più presenze? Chi ha spillato più birra? Chi ha avuto più pubblico davanti ai palchi? Ma sarebbe riduttivo fermarsi a questa classifica. 

Perché Teramo ha vinto, visto che era la prima volta e ha funzionato. 

Perché Notaresco ha vinto, essendo riuscita a organizzare comunque l’Irish Festival, dopo l’abbandono degli organizzatori storici. 

Soprattutto, ha vinto l’Irlanda.

L’ “Irish” funziona.

Funziona eccome.

Musica, birra, gastronomia, atmosfere celtiche, spettacoli e quella formula da grande festa popolare riescono ad attirare migliaia di persone. Tanto da consentire, nello stesso fine settimana e a pochi chilometri di distanza, a due manifestazioni praticamente concorrenti di riempire i propri spazi.

Ed è proprio da qui che potrebbe nascere un’idea.

Perché continuare a farsi concorrenza nelle stesse date quando si potrebbe provare, per una volta, a moltiplicare il risultato?

Per il 2027 Teramo e Notaresco potrebbero inventare qualcosa che, probabilmente, non si è mai visto in provincia: una grande “SETTIMANA DRUIDA”.

Un unico contenitore promozionale, due festival e sei giorni di appuntamenti.

Una delle due località potrebbe ospitare il proprio Irish Festival lunedì, martedì e mercoledì. Il giovedì diventerebbe la giornata di passaggio, utile anche agli espositori eventualmente presenti in entrambe le manifestazioni per smontare e trasferirsi. Poi, venerdì, sabato e domenica, toccherebbe all’altra città.
L’anno successivo si invertirebbero i ruoli: chi ha aperto la Settimana Druida la chiuderebbe e viceversa.

Ma si potrebbe andare molto oltre.

Gli stessi artisti potrebbero esibirsi in entrambi i festival, abbattendo parte dei costi. Alcuni spettacoli potrebbero essere pensati come produzioni comuni. Gli espositori avrebbero davanti non tre giorni, ma un’intera settimana di lavoro. La promozione potrebbe diventare unica, mantenendo naturalmente identità e organizzazioni separate.

E soprattutto cambierebbe completamente la forza commerciale dell’evento.
Presentarsi davanti a un grande sponsor proponendo non più il festival di un singolo Comune, ma una settimana irlandese capace di attraversare una parte della provincia di Teramo e richiamare decine di migliaia di persone, sarebbe tutt’altra cosa.

E allora perché non provare a bussare anche alla porta di un main sponsor come Guinness o di altri grandi marchi internazionali legati all’Irlanda e al mondo della birra?

Quella che oggi sembra una strana guerra fratricida potrebbe diventare una straordinaria opportunità.

Teramo e Notaresco potrebbero candidarsi insieme a diventare una sorta di capitale italiana delle feste irlandesi, costruendo un appuntamento capace di richiamare pubblico da tutta Italia e anche da più lontano.

La sfida di quest’anno, polemiche a parte, è divertente.
I numeri faranno discutere e ognuno, alla fine, proclamerà probabilmente la propria vittoria. Ma la vera sfida sarebbe un’altra: capire che un grande Irish Festival può valere molto più della somma di due Irish Festival.

Quest’anno Teramo contro Notaresco.

L’anno prossimo, magari, Teramo con Notaresco.

Questa sera si chiudono i due eventi.

Da domani, si comincia a pensare all’anno prossimo.

Perché non provare a farlo tutti insieme?

Ragionando non più su tre giorni, ma su una settimana.

Druida.



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