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 Screenshot_2026-08-30_alle_07.28.57.pngCi siamo.
Domani, 31 agosto, scade l’ultimatum della Provincia di Teramo: le associazioni che utilizzano i locali del seminterrato del liceo Milli dovranno uscire e lasciare gli spazi. 
E dunque la domanda, ormai, è una sola: Teramo Noschtra e tutti i suoi ospiti se ne andranno?

Gli anziani paladini della cultura cittadina, che da quindici anni occupano quei locali senza pagare affitti né utenze, rispetteranno le regole, oppure assisteremo al teatrino delle annunciate catene, alla resistenza dei “rivoluzionari” della cultura, alle barricate in nome della Costituzione interpretata alla come mi conviene?

Già la Costituzione.

Ad evocarla è stato, con tanto di enfasi dalle pronunce vernacolari, lo stesso presidente di Teramo Nostra, Piero Chiarini, secondo il quale : «…l’articolo 9 della Coschtituzione prevede che gli enti pubblici garantiscano una sede alle associazioni culturali».

Lo deduce, il raffinato interprete della nostra Carta fondamentale, dalla lettura del primo comma: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica», è del tutto evidente che, anche nella più elastica delle esegesi, questo comma non impone affatto alla Provincia, né ad altri enti, di dare locali “aggratis” a Teramo Nostra e a tutta la corte delle associazioni ospitate, delle quali siamo sempre in attesa di conoscere l’elenco, così come quello dei nomi dei collaboratori pagati dalla stessa Teramo Nostra coi contributi pubblici incassati e che, ricordo a beneficio dei lettori, sfiorano i 350mila euro negli ultimi cinque anni. 
In realtà, forse l’articolo 9 della Costituzione in questa vicenda, un po’ c’entra.
Ma per il secondo comma: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione».
Ecco, il Milli è “patrimonio” della Nazione. 
Immagino che i “rivoluzionari” paladini della cultura teramana, organizzatori anche di eventi dall’altissima valenza culturale e “noschtrana” come halloween alla Villa, non abbiano letto quel secondo comma, ma si siano fermati alla malintesa lettura del primo, perché secondo loro la «Coschtituzione dice che bisogna tutelare le associazioni culturali».

Eppure, questa vicenda è persino semplice.

Teramo Nostra utilizza quei locali dal 2011.
All'origine ci fu una delibera della Provincia, che prevedeva la concessione dei locali subordinata alla firma di un contratto, ma lo stesso presidente Piero Chiarini ha riconosciuto pubblicamente che quel contratto non è stato mai firmato. Nel frattempo, per quindici anni, quegli spazi sono stati utilizzati senza il pagamento di affitto e utenze. Adesso la Provincia li rivuole.
E i paladini della cultura, invece di ringraziare e uscire, minacciano occupazioni.

E, soprattutto, pretendono dalla Provincia una sede alternativa, benché la città sia pienissima di locali sfitti.
Se proprio non possono fare a meno di una sede, mettano mano al portafoglio e paghino un affitto, facendo contribuire anche tutte le “innumerevoli - parole loro - associazioni che abbiamo ospitato”. 

Quello che, presi dal loro sentirsi investiti del ruolo di depositare del sapere cittadino, gli anziani della governance teramonoschtrana non capiscono, o fingono di non capire, è che la Provincia rivuole quei locali perché il Milli è una scuola, perché sull'edificio devono essere realizzati interventi di adeguamento sismico e antincendio e perché la stessa dirigenza scolastica ha chiesto di poter utilizzare quei locali, dopo i lavori, anche per ricollocare l'archivio smantellato per ragioni di sicurezza.

Traduco: non liberare quei locali, significa ritardare l’avvio dei lavori di messa in sicurezza di una scuola.
Dall’altra parte della barricata che i teramonoschtristi minacciano di alzare, non c'è il cattivo burocrate che vuole sfrattare la cultura, ma i ragazzi che devono poter studiare in un ambiente sicuro.

La scuola, è un diritto costituzionale.

La sicurezza, è un diritto costituzionale.

Il futuro delle giovani generazioni, è un diritto costituzionale.

La sede gratis a Teramo Noschtra e a tutte le sue amiche, no. 



Domani è il 31 agosto, scade l’ultimatum della Provincia.

Prevarrà il diritto dei nostri giovani ad avere una scuola sicura… o la pretesa di un gruppo di anziani sedicenti custodi della teramanità, che vogliono una sede gratis?


ADAMO