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Instancabili, i soci di Teramo Noschtra. Nonostante siano rimasti senza una sede, tanto loro quanto l’altro centinaio di associazioni che ospitavano sotto al Milli, continuano ad organizzare eventi a raffica.
Uno dei quali ha colpito la mia attenzione: l’attesissima tredicesima edizione del concorso fotografico «Le Emozioni Fotografiche – Premio Lucio De Marcellis”, tema “Cattura la Luce”. Partecipazione gratuita, aperta a tutti, massimo tre fotografie».
Tutto molto bello.
Non capisco perché, sulla pagine facebook dell’associazione, l’indimenticato Lucio sia diventato Lucia, ma ormai ho imparato che l’uso della grammatica teramonoschtrista segue regole tutte proprie, quindi non mi faccio più troppe domande.
Me ne faccio, invece, sulla percezione del tempo dei prodi difensori della teramanità.
Perché, leggendo il regolamento, si intuisce che per vincere l’ambito concorso, prima ancora di avere un ottimo occhio fotografico per scattare una bella foto, bisogna avere una dote ancora più rara: il dono dell’ubiquità, o almeno la possibilità di muoversi nel metaverso, passeggiando tra le dimensioni parallele.

Il regolamento, infatti, avverte che «…chi non sarà presente all’inaugurazione del 3 ottobre non potrà essere dichiarato vincitore».

Fin qui, nulla di strano.
Si fa, si usa, è prassi che i concorsi letterari o fotografici pretendano la presenza del vincitore alla premiazione. 
Il problema, è che Teramo Noschtra lo pretende… in tempo reale. 
Il regolamento, è chiarissimo: «…non sarà inviata alcuna email di conferma della vittoria prima del 3 ottobre».

Meraviglioso.

Geniale.

Poetico quanto il volo di un imbollinatore chiarinesco
Ma ve l’immaginate? Il concorrente scopre di aver vinto e di dover assolutamente essere presente, alla premiazione… il giorno stesso della premiazione.

Siamo al paradosso: un concorso “aperto a tutti”, al quale potrebbero partecipare fotoamatori di Torino, Milano, Bari o Palermo, che scoprono di aver vinto il giorno stesso della premiazione e che, in un pugno di minuti devono: prendersi una giornata di ferie, organizzare la partenza, anzi: scoprire dov’è Teramo e poi organizzare la partenza, per scoprire subito dopo anche che un aeroporto non c’è, una stazione sì ma per i trenini locali, che in autostrada devi passare da Roma o costeggiare l’Adriatico, e tutto in poche ore perché sennò il premio se lo scordano. 

Oppure, potrebbero affidarsi al metaverso.

Un varco spazio/temporale et voilà: in un attimo sei a Teramo, prendi il premio, ricevi gli applausi delle migliaia e migliaia di soci di Teramo Noschtra, poi riapri il varco spazio/temporale e torni a casa. 

Facile no? 

Nel regolamento diffuso c'è anche un'altra piccola perla: lo staff può escludere le immagini non conformi al regolamento oppure allo “spirito del concorso”.

Lo spirito.
Parametro fotografico notoriamente collocato tra bilanciamento del bianco e lunghezza focale. 
Sarebbe interessante capire come si misuri: esposimetro, sensore o seduta spiritica?

Ma il capolavoro resta la presenza. 

Propongo una nuova categoria da inserire nella quattordicesima edizione: Premio speciale “Cattura il futuro”. Vince chi riesce a fotografare sé stesso, presente a Teramo mentre scopre di aver vinto.
Poi, naturalmente dovrà essere presente alla premiazione.

Su facebook, un aspirante partecipante ha segnalato il problema e chiesto spiegazioni, la risposta è da antologia: «…in passato ci siamo trovati in situazioni di totale assenza dei premiati…».

Ecco, fatevela una domanda.



ADAMO

 


la foglia di fico è una rubrica di satira, di poltica, di satira politica e di politica satirica