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I CARABINIERI SEQUESTRANO DOCUMENTI SULLA RICOSTRUZIONE DI PALAZZO CENTI. D’ALFONSO E’ INDAGATO…MA LUI PRECISA: “NON È VERO”

16487796_1207045482748595_2708506112245404149_oBlitz dei carabinieri a palazzo Silone all’Aquila, sede della Giunta regionale dove oggi si è svolto un sequestro di documenti relativo alla gara per l’affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l’intero settore Patrimonio. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l’appalto pubblico da 13 milioni di euro è stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia.

Sono più di 20 i carabinieri oggi impegnati nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria in corso all’Aquila a palazzo Silone, sede della Giunta regionale. L’inchiesta è coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. Secondo quanto appreso, la mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L’appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, è stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l’amministrazione aveva dato l’ok alla congruità degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

“Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione”. Così – in una nota – il presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l’affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009.

Nella mattina di oggi, riferisce poi nella nota D’Alfonso, “sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L’Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne; interventi – al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini – di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

Nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, è indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo quanto si è appreso, il governatore è coinvolto insieme a un’altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse città d’Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l’indagine è portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

L’edificio di palazzo Centi, al centro del blitz dei Carabinieri negli uffici della Regione Abruzzo, è stata la dimora dell’omonima famiglia dal 1776, dopo vent’anni di costruzione. Si trova nel cuore del centro storico dell’Aquila, in piazza Santa Giusta. Sede storica di organi regionali, fu acquisito al patrimonio della Regione Abruzzo nel 2002 e poi sottoposto a un restauro, con l’installazione anche di un ascensore, durato da luglio 2003 a settembre 2006. Da allora è stato sede della presidenza della Giunta regionale. A dispetto dei lavori recenti, nel sisma del 6 aprile 2009 ha riportato danni notevoli. I soldi per il recupero sono arrivati per 3 milioni dalla rimodulazione del primo programma stralcio di ricostruzione degli edifici pubblici e per 10 milioni dalla delibera Cipe numero 44 del 23 marzo 2012. L’appalto è stato caratterizzato da lungaggini burocratiche dovute anche al passaggio di consegne tra il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna e la Regione stessa, divenuta stazione appaltante con la cessazione dello stato di emergenza, il 31 agosto 2012. L’appalto prevede interventi di consolidamento strutturale, rifacimento impiantistico, restauro architettonico delle superfici decorate, degli apparati pittorici nonché delle superfici di pregio, ed è basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando è stato pubblicato il 7 maggio 2015 sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, con scadenza il 16 luglio, poi posticipata al 27 agosto. Hanno risposto 29 imprese, molte delle quali colossi delle costruzioni, con le offerte valutate da una commissione amministrativa preliminare, poi da una commissione giudicatrice per l’offerta economica e quindi da un organo tecnico per l’offerta tecnica. A metà novembre l’aggiudicazione provvisoria a Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, che ha operato un ribasso del 35,017%, poi divenuta definitiva. Il progetto esecutivo dovrà essere valutato dagli uffici regionali prima di dare, finalmente, il via al cantiere. Il cronoprogramma prevede la riconsegna entro aprile 2018, con durata massima dei lavori stabilita in 730 giorni e collaudo nell’ottobre successivo: date che dovranno essere riviste al rialzo.
D’ALFONSO PRECISA: PALAZZO CENTI?  IO NON C’ENTRO

SCRIVE D’ALFONSO Ho ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori – solamente preventivati – alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016).
Contestualmente è stato recapitato un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila è in corso un procedimento penale nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste NON compare il mio nome.

Uno dei tre filoni dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila, riguarderebbe – a quanto si è appreso in serata – interventi del Masterplan per il territorio di Lettomanoppello (Pescara), paese d’origine di D’Alfonso. Filone che si aggiunge a quelli relativi ad appalti per la ricostruzione di palazzo Centi all’Aquila e di alloggi popolari a Pescara. In una nota diffusa nel pomeriggio, D’Alfonso aveva parlato invece di una richiesta di proroga delle indagini relativa alla “città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015)”.

Intanto sono emersi i nomi degli altri indagati: Virgilio Basile, presidente Ater pescarese, Paolo D’Incecco, dirigente della Provincia di Pescara, Enrico Di Paolo, Tino Di Pietrantonio, geometra di Lettomanoppello, Carmine Morelli, ingegnere responsabile dell’ufficio manutenzione dell’Ater di Pescara.

 

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