Attualità

HEYSEL, L’OPERA RENDE ONORE ALLE VITTIME CON UNO SPETTACOLO AL DI POPPA-ROZZI

heysel_1Diversi gli imprevisti ed i disagi. Si è più volte dovuto rimandare lo spettacolo a causa degli eventi naturali straordinari che hanno colpito il nostro territorio ma, stamattina 01/03/2017, la dirigente Prof.ssa Caterina Provvisiero è riuscita a portare in scena l’ “HEYSEL, tutti sapevano tranne loro” all’Istituto “Di Poppa-Rozzi”.
Nonostante alcune difficoltà tecniche a cui non è  stato possibile rimediare a causa dello svolgimento di Assemblea studentesca proprio nei medesimi locali ove successivamente si sarebbe svolta la rappresentazione teatrale. Il Giornalista-attore, David  Gramiccioli, con grande personalità e mestiere riesce a catturale l’attenzione dei ragazzi ed a portare lo spettacolo letteralmente in mezzo a loro.  Lo spettacolo della Compagnia del Teatro Artistico d’Inchiesta , premio diritti umani 2012 per un lavoro-denuncia sul triste e deplorevole mondo della pedofilia, ha portato lo spettacolo dell’Heysel nei maggiori teatri italiani, nelle scuole di Roma ed oggi anche a Teramo.
Lo spettacolo coinvolgente e commovente ha affascinato gli astanti e nell’aula magna dell’Istituto superiore” Di Poppa-Rozzi” ha echeggiato la voce dell’attore  che al termine ha raccolto i saluti ed i ringraziamenti dei numerosi ragazzi presenti.
Una storia adatta anche ai ragazzi perchè si parla di vite simili alle loro. Andrea, quasi 10 anni,  un piccolo genio che aveva realizzato una campanella alimentata da batterie a nove volt e che funzionava! Giuseppina, da tutti conosciuta come Giusy, sognava di diventare giornalista sportiva, morta all’Heysel a soli 17 anni.   Tony Evans, triste protagonista, divenuto anni dopo giornalista del Times.
Un lavoro d’inchiesta minuzioso e puntuale teso a far recepire il messaggio che “solo chi ha davvero rispetto per la morte è veramente degno della vita”.

LA TRAGEDIA DELL’HEYSEL

Ai molti tifosi italiani, buona parte dei quali provenivano da clubs organizzati, fu assegnata la tribuna delle curve M-N-O, che si trovava nella curva opposta a quella riservata ai tifosi inglesi.
Molti altri tifosi organizzatisi autonomamente, anche nell’acquisto dei biglietti,si trovarono invece nella tribuna Z, separata da due basse reti metalliche dalla curva dei tifosi del Liverpool.
Circa un’ora prima dell’inizio della partita, i tifosi inglesi più accesi, i cosiddetti hooligan, cominciarono a spingersi, a ondate, verso il settore Z,cercando il take and end (prendi la curva) e sfondando le reti divisorie; memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano, forse, una reazione altrettanto violente da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che gli ultras bianconeri erano nella curva opposta (settori M – N – O).
Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l’assoluta impreparazione delle forze dell’ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo, manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.
Una ressa mortale!
Da quella notte cambiarono tante cose nel mondo del calcio,ma ciò che rimase per sempre impresso nelle menti e nella storia fu l’orrore di quelle immagini.

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