Attualità

INCHIESTE ABRUZZO/ RIESAME SU CLAUDIO RUFFINI, UNO DEI 32 INDAGATI SU UNA SERIE DI APPALTI GESTITI DALLA REGIONE ABRUZZO

Il Tribunale del riesame di L’Aquila si è riservato una decisione in merito al ricorso presentato dall’avvocato Gennaro Lettieri, in rappresentanza del capo della segreteria del governatore D’Alfonso ed ex consigliere Pd, Claudio Ruffini, uno dei 32 indagati nell’ambito della maxi inchiesta della procura di L’Aquila su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo. L’avvocato Lettieri, secondo quanto si e’ appreso, ha presentato tra le altre cose una eccezione tecnica legata alla proroga delle indagini che sarebbero state notificate in ritardo. Ruffini e’ coinvolto nel filone legato al contributo pubblico per una iniziativa immobiliare a Giulianova (Teramo) con le ipotesi di reato in concorso con altri di corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio e istigazione alla corruzione. Hanno rinunciato al riesame gli avvocati Massimo Costantini e Roberto Madama, che assistono Eugenio Rosa, titolare dell’impresa edile Iciet di Castelli (Teramo), indagato nel filone sulla ricostruzione post-terremoto della sede centrale aquilana della Giunta regionale di palazzo Centi. I ricorsi erano stati presentati contro la perquisizione e il sequestro disposti dai pm del capoluogo nei confronti di alcuni indagati: obiettivo dei legali conoscere le carte iniziali dell’indagine ed avere la restituzione delle carte sequestrate. Intanto le indagini proseguono anche se, al momento, non ci sono altri interrogatori di indagati calendarizzati. Tra i 32 indagati, in 9 fronti investigativi attualmente aperti, dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, oltre al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e agli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe. Le ipotesi di accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico, abuso d’ufficio. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi e portate avanti dai carabinieri del Noe e dalla squadra Mobile della questura di Pescara.

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