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NUOVA ASSOLUZIONE PER L’EX DIRETTORE DELLA BANCA DI TERAMO ROBERTO PROFETA: «NON VI FU ESTORSIONE»

La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato l’assoluzione per Roberto Profeta, ex dg della Banca di Teramo, (difeso dall’avvocato Fabrizio Acronzio) doveva rispondere di estorsione ed uso di atto falso al termine di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Greta Aloisi e partita dall’esposto di un imprenditore teramano. Per questo fascicolo era arrivata, nell’aprile scorso, l’assoluzione «perché il fatto non sussiste» al termine del processo con rito abbreviato. Sentenza di assoluzione che è stata confermata anche dal secondo grado di giudizio. A ricorrere in appello contro il primo grado erano stati sia la procura di Teramo, che la parte offesa. Secondo l’accusa, Profeta avrebbe costretto l’imprenditore teramano ad acquistare azioni della Banca di Teramo per un valore complessivo di circa 60mila euro. Profeta doveva rispondere del reato di estorsione «mediante minaccia consistita scriveva il sostituto procuratore negli atti – nel prospettare in caso di rifiuto, il mancato pagamento dei corrispettivi dovuti dalla Banca di Teramo per lavori pregressi ed il mancato rinnovo dell’autorizzazione degli scoperti sui conti correnti… lo costringeva ad acquistare azioni della Banca di Teramo per il corrispettivo di euro 61.130.10». La società dell’imprenditore, la Eletric Power (difesa dall’avvocato Gianni Falconi), aveva installato secondo quanto ricostruito un impianto fotovoltaico sulla filiale di Sant’Atto dell’istituto di credito, per un importo dovuto di 108.761,82. Sempre secondo l’accusa, l’ex dg della Banca di Teramo «lo costringeva ad acquistare dieci tessere di abbonamento del Teramo Calcio, cinque delle quali mai consegnate e due del Teramo Basket, mai consegnate». Inoltre, a Profeta veniva contestato l’uso di atto falso per un presunto documento presentato al consiglio di amministrazione per avere un ingiusto profitto, per sé o la banca, di circa 5mila euro. I fatti che la procura ha ricostruito a carico dell’ex direttore generale della Banca di Teramo andavano dal 2011 al 2013.

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