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CRISI DI MAGGIORANZA A TERAMO/ POMANTE: «MANCA IL NUMERO LEGALE…E PER IL SINDACO E’ TUTTO NORMALE…MA MI FACCIA IL PIACERE»

Manca il numero legale per il Consiglio Comunale di Teramo a causa dei consiglieri di maggioranza assenti (cinque in tutto, uno giustificato, due apertamente dissidenti, altri due tecnicamente non in maggioranza) e per il Sindaco è tutto normale; anzi, la colpa sarebbe dell’opposizione per non aver garantito il numero legale, per non aver avuto senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Verrebbe spontaneo prendere il gomito del Sindaco, lanciarlo verso l’alto e gridare sorridendo… “ma mi faccia il piacere”, richiamando alla memoria la celebre reazione del principe della risata alle sciocchezze dei suoi interlocutori.
Purtroppo c’è invece da piangere, per la superficialità e la lontananza dalla realtà di questo primo cittadino, ormai talmente ebbro di sé da non avere neppure la dignità di trincerarsi dietro un semplice “nocomment” davanti ad una simile disfatta. 

E’ abbastanza singolare che un Sindaco part time (per curare i propri interessi professionali) ed ormai dimissionario (per curare le proprie velleità di candidatura alle politiche 2018) richiami al senso di responsabilità i consiglieri di minoranza, il cui compito prioritario è mandare a casa un’Amministrazione di cui, ovviamente, non condividono programmi ed obiettivi. Dovrebbe ripassare un po’ di sana scienza politica, il Sindaco di Teramo, senza limitarsi al manuale Cencelli. 
Così come è singolare che faccia appello ad una presunta emergenza post sisma per giustificare la necessità di aumentare il numero degli assessori pur rimanendo part time. Sarebbe stato auspicabile un impegno a tempo pieno prima dell’ampliamento di Giunta che comunque certifica l’incapacità di questa Amministrazione.
L’unico vero obiettivo, certificato dal presenzialismo e dalla sovraesposizione mediatica di questo periodo, è la sua candidatura alle prossime elezioni politiche nelle fila di Forza Italia, un partito allo sbando che ricorre ormai perfino alla più becera propaganda ambientalista pur di recuperare qualche voto, circostanza che la dice lunga sulla qualità di questa classe politica. 
Non che a sinistra le cose vadano meglio, con un partito che sembra la rappresentazione teatrale de “Le allegre comari di Windsor” e nel quale si antepongono amenità di ogni genere alla preparazione e ai titoli di studio, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, sia a livello locale che nazionale. 
Se il Sindaco vuole appellarsi al senso di responsabilità, faccia riferimento ai progetti europei in scadenza, che consentirebbero:
a) di finanziare azioni per la migliore gestione dei rifiuti (e Teramo ne avrebbe un estremo bisogno, visto il fallimento economico e di risultati della raccolta porta a porta);
b) di innovare i trasporti pubblici e la mobilità sostenibile (la proposta degli arancioni sull’hub elettrico e la centrale solare a Piazzale S. Francesco, formulata oltre un anno fa indicando anche i fondi disponibili, è rimasta inascoltata);
c) di fornire ulteriori servizi ai cittadini, di incrementare l’assistenza sociale e sanitaria, di formulare progetti di integrazione ed inclusione di cittadini extracomunitari, di dare risposta concreta alle esigenze degli anziani e dei disabili.
Il senso di responsabilità avrebbe dovuto orientare le attività di Giunta alla presentazione di progetti da finanziare mentre è ormai chiaro che nessuna proposta verrà dai nostri amministratori, troppo impegnati a contendersi poltrone ed incarichi per studiare soluzioni ai problemi che hanno ormai portato Teramo a svuotarsi e a morire, sia socialmente che economicamente. 
Per finire, con la consueta amarezza, segnalo di aver incontrato Enzo Cipolloni, domenica sera, che mi ha giustamente rappresentato di non poter entrare in un locale a prendere un caffè, in un negozio a provare una maglietta o un paio di scarpe, in una farmacia a comprare una medicina. Ancora una volta mi sono sentito in colpa, facendo parte di un consiglio comunale distratto, che ha partecipato all’iniziativa dell’associazione “Carrozzine determinate”, che ha promesso un immediato intervento sulle barriere architettoniche più evidenti, che si è impegnato a varare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e che, ad oggi, invece, neppure ne ha più parlato in assemblea, se non per i richiami alla memoria dell’opposizione. Era il 3 dicembre 2015 e siamo ancora fermi al palo. Per ricordar, tacendo, che giace in un cassetto un “Regolamento per l’individuazione e l’uso dei beni comuni” già pronto, già adottato da altri Comuni, che non è mai stato portato neppure in commissione, nonostante le ripetute richieste.
Purtroppo la minoranza non ha potere d’agire ma solo di proporre e contestare. E dopo aver fatto le proposte, rimaste inascoltate, può certamente contestare a questa Amministrazione di non aver cura degli anziani e dei bambini, dei disabili e dei malati, di non aver cura della città intera, di non aver cura di null’altro che le proprie poltrone. Questi politici hanno ormai mostrato ampiamente le loro reali capacità, le loro vere intenzioni, la loro vera natura. Torni la parola ai cittadini, sperando che abbiano imparato la lezione. 
 
Gianluca Pomante
Consigliere Comunale arancione
Coord. Reg.le Abruzzo Civico

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