Attualità

IL SIAP SCRIVE AI PARLAMENTARI, AI CONSIGLIERI REGIONALI E AL SINDACO DI TERAMO PER EVITARE LA CHIUSURA DELLA POLPOSTA

Il Segretario Provinciale di Teramo del S.I.A.P. (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) ha inviato una lettera al Sindaco di Teramo, ai parlamentari abruzzesi e ai consiglieri regionale per chiedere un atto concreto per evitare la chiusura della Polizia Postale in provincia di Teramo.

Il Segretario provincia del SIAP Ennio Falconi notoriamente assertore del fatto che le legittime rivendicazioni debbano passare necessariamente attraverso la linea del civile confronto e del costruttivo dialogo così come da sempre è stato improntato il S.I.A.P. dal suo Segretario Nazionale Dott. Giuseppe TIANI, con la presente nota vuole segnalare con fermezza alcune perplessità in merito al cosiddetto noto progetto di razionalizzazione dei presidi di polizia laddove vengono soppresse circa la metà delle Sezioni di Polizia Postale tra le quali, purtroppo quella di Teramo (paradossalmente sacrificata a quella di L’Aquila  perché non in sede di Procura Distrettuale nonostante la evidenziata e riconosciuta spiccata qualità investigativa dei suoi appartenenti – prima 9 ed ora solo 6 – a cominciare dall’anno 2009 in cui il comando è stato assunto dall’Ispettore Superiore Tazio DI FELICE).
Si precisa che, pur se necessaria e non rinviabile, la riorganizzazione degli uffici territoriali della Polizia di Stato era da ipotizzare e da realizzare adottando criteri oggettivi con i quali stabilire quali uffici, per dimensioni e/o per organico e/o per qualità dell’attività profusa, dovessero effettivamente chiudere ovvero essere accorpati e, in questo contesto, necessariamente si doveva tener conto anche dell’aspetto economico legato ad eventuali canoni d’affitto, molte volte ingenti, dovuti per gli stabili di proprietà privata in cui gli uffici stessi sono collocati (basti pensare nella nostra provincia l’incidenza economica degli affitti per gli stabili dei Distaccamenti della Polizia Stradale di Giulianova e Pineto e di quello del Commissariato P.S. di Atri).
Come noto la proposta di riorganizzazione partita all’epoca del Governo Monti (addirittura voleva sottodimensionare diverse Questure tra le quali Teramo) prevedeva in ipotesi successiva per la sola Polizia di Stato la razionalizzazione e chiusura di ben 261 presidi territoriali di Polizia che riguardavano 11 Commissariati di P.S. sede di Autorità Locale di P.S., 73 Uffici di Polizia Ferroviaria, 73 Sezioni di Polizia Postale, 27 Sezioni e Sotto Sezioni di Polizia Stradale, 4 Nuclei di Artificieri, 11 Squadre a Cavallo, 4 Sezioni Sommozzatori e 50 Squadre Nautiche oltre ad accorpamenti e rimodulazione di alcuni Compartimenti in ambito di Polizia Stradale, di Polizia Ferroviaria e Zona di Polizia di Frontiera.
Questo progetto, portato avanti dall’Amministrazione della P.S., inizialmente con una improvvida logica ragionieristica, sembra adesso giungere a compimento in concomitanza con la futura e prossima approvazione parlamentare del c.d. riordino delle carriere delle Forze di Polizia, infatti, dopo le recenti disposte chiusure ed accorpamenti di alcuni uffici della Stradale e della Ferroviaria, nell’incontro tenuto il 5 aprile scorso dal Direttore Centrale per le Specialità, Prefetto Roberto SGALLA, ai sindacati di polizia è stato comunicato come saranno razionalizzati in particolare i presidi di polizia della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Pertanto, al momento, una buona parte dell’attuale consistenza organica della Postale sarà interessata dalla chiusura di tali presidi e, quindi, numerosi saranno i colleghi, uomini e donne della Polizia di Sato (sui quali il Dipartimento della P.S. ha su di loro fortemente investito formandoli attraverso specifici e costosi corsi di specializzazione), le cui peculiari professionalità acquisite nel tempo potrebbero nel futuro non essere più utilizzabili per la prevenzione e repressione dei cosiddetti reati di nuova generazione che sempre più destano allarme nei cittadini (furti di identità, cyber bullismo, frodi informatiche, hakeraggi, clonazioni di carte di credito ed accessi abusivi ai sistemi informatici di qualsiasi specie).
Questi specifici Operatori di Polizia, peraltro come comunicato nella detta riunione del 5 aprile scorso, dovrebbero essere ricollocati in altri Uffici all’interno della stessa sede perdendo quindi la specialità posseduta ovvero, qualora volessero mantenere la loro specialità, sarebbero trasferiti d’ufficio (con il relativo riconoscimento economico previsto dalla legge) in altre sedi di servizio non interessate dalla chiusura (gli attuali 6 colleghi di Teramo potrebbero rimanere in Abruzzo con trasferimento al Compartimento di Pescara o alla Sezione Polizia Postale di L’Aquila).
Riguardo alla Provincia di Teramo, come già ampiamente noto, la razionalizzazione dei presidi di Polizia interessa il Posto Polfer di Giulianova (che tutti sanno come costituisca una sorta di baluardo operativo non solo sulla rete ferrata ma anche sulla costa in genere visti i risultati ottenuti con la gestione del S. Commissario Dott.ssa Patrizia Corvaglia) e, appunto, la Sezione Polizia Postale di Teramo; in entrambi i casi, in merito alla loro chiusura va subito specificato e sottolineato che le rispettive sedi di tali Uffici di Polizia non costano nulla in termini di affitto poiché esse sono state offerte rispettivamente dalle Ferrovie dello Stato e dalle Poste Italiane S.p.a.
L’altro dato oltremodo incongruo (alla luce dei dati sull’operatività forniti durante la recente festa della Polizia dal Capo della Polizia in ambito nazionale e dal Questore di Teramo in ambito locale), ma certamente interessante per la popolazione della provincia, riguarda la chiusura della Sezione Polizia Postale di Teramo che, nonostante l’organico ristretto (come detto al massimo di 9 e da tempo solo di 6 a seguito di un decesso e di 2 trasferimenti non rimpiazzati, dal 2009 ad oggi ha effettuato ben oltre 200 arresti ed ben oltre 400 denunce in stato di libertà), risulta tra le 3 Sezioni più operative in Italia avendo conseguito nel corso degli ultimi anni, tra l’altro, incredibili risultati nel contrasto ai reati di specifica competenza quali l’illecito e fraudolento utilizzo di carte di credito (tra tutte: “Easy Card” del 2011 con una trentina di arresti in gran parte di cittadini rumeni  e “Cloning Connection” del 2012 conclusasi con 70 ordinanze di custodia cautelare in carcere  eseguite anche all’estero in Bulgaria e dopo ben 40 arresti in flagranza di reato nel corso dell’indagine stessa), quali tutti gli altri reati concernenti Internet e  il Web in genere nel cui ambito sono deputati per legge al suo monitoraggio per garantire l’integrità fisica e morale dei minori sempre più a rischio in tale mondo virtuale e per stanare le quotidiane insidie che in esso si annidano e, soprattutto, quali la pedofilia e la pedo-pornografia con una decina di arresti solo nel teramano.
Per questi motivi, pur conscio che sarà difficile fermare il trend manifestato dal Dipartimento della P.S., lo scrivente è qui a sensibilizzare tutti coloro che hanno interesse ad avere ancora all’opera questi brillanti “specialisti” (molti dei destinatari di questa lettera lo hanno già fatto) voler interessarsi presso il competente Ministero dell’Interno affinché, almeno o quanto meno, i sei colleghi della Sezione Polizia Postale di Teramo, come richiesto dal SIAP e dagli altri sindacati del cartello nel corso del ricordato incontro del 5 aprile, vengano collocati presso la Squadra Mobile della Questura di Teramo in un’apposita Sezione che dovrà essere ivi necessariamente istituita per il contrasto dei reati informatici e sono certo che, in tale ottica, sicuramente lo stesso signor Questore di Teramo, dimostratosi sempre molto attento alle necessità dei cittadini ed alle esigenze dei poliziotti, attuerà in merito tutte le iniziative di sua pertinenza al fine di non far apparire la realizzazione del programma in questione quale sostanziale ripiegamento del Sistema Sicurezza del Paese facendo contemporaneamente ed impropriamente percepire al cittadino un’accentuazione della percezione di insicurezza.
Certo del Vostro interessamento sin d’ora ringrazio tutti sentitamente per ogni iniziativa che intenderete prendere a favore dell’intera collettività teramana conclude Ennio Falconi.

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