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CRISI AL COMUNE DI TERAMO/ POMANTE: «BRUCCHI OSTAGGIO DELLA SETE DI POTERE DEI SUOI CONSEGNA TERAMO AL COMMISSARIAMENTO»

Come ampiamente annunciato, il Sindaco Brucchi non ce l’ha fatta a terminare il suo mandato, ostaggio della sete di potere dei suoi sedicenti fedelissimi che, in realtà, sono risultati fedeli solo ai loro interessi personali. Le dimissioni, di fronte all’ingovernabilità, sono un atto dovuto che, tuttavia, consegna la città ad un lungo commissariamento, durante il quale gli uffici garantiranno l’ordinaria amministrazione ma che sarà ricordato come l’ennesimo danno arrecato alla collettività teramana.

Un altro record negativo battuto da questa Giunta è quello della durata più breve dei tre Assessori appena proclamati. Sedotti e abbandonati. Certo non ha portato bene all’Amministrazione l’autoproclamazione di Dodo Di Sabatino, con quella conferenza stampa paradossale che anticipava di alcuni giorni l’investitura formale e decretava, con ogni probabilità, la sua fine politica. Il Sindaco Brucchi, probabilmente, aveva percepito che quella firma avrebbe segnato la sua fine, solo così si spiega la sua riluttanza nell’annunciare i nuovi Assessori. Uno sgarbo istituzionale, una pressione sul primo cittadino (dopo mesi passati a cercare una collocazione come candidato sindaco del centrosinistra, prima, e del centrodestra, poi), che ha travolto anche Alberto Covelli e Alessia De Paulis, che adesso sono corresponsabili della caduta dell’Amministrazione per soddisfare la sete di potere del loro capogruppo. I complimenti li riceveranno dai cittadini alle prossime elezioni.
E’ democratico il Sindaco Brucchi, ha fatto infuriare tutti, perfino i suoi pretoriani. Un bilancio, quello del suo duplice mandato, assolutamente negativo, senza appello. Nessun progetto, nessuna iniziativa, nessun intervento finalizzato al rilancio della città, sotto il profilo sociale, economico, turistico, culturale, che possa far ricordare questa amministrazione negli anni a venire. Sarà invece ricordato certamente come il Sindaco del malgoverno e della decadenza, dei progetti fantasiosi mai realizzati (il teatro su tutti), della Team costosissima e ben poco efficiente, delle buche con tracce di strade attorno, della devastazione del territorio con paletti, accenni di piste ciclabili, cordoli e rotonde da settimana enigmistica a complicare il traffico. Sarà ricordato, soprattutto, per quell’assurdo Ipogeo, quel buco con la piazza intorno, del quale, a distanza di anni, ancora si comprende l’utilità e la possibile destinazione. Brutto, inutile ed inutilizzabile, è il simbolo di questa Amministrazione e, beffa del destino, ha segnato l’ascesa e la caduta del Sindaco che volle realizzarlo contrariando l’intera città.
Ora siamo alla svolta finale. Il Sindaco ha 20 giorni di tempo per trovare una nuova maggioranza e ritirare le dimissioni. Mi permetto – da avversario duro ma sempre leale, al contrario dei suoi presunti alleati – di suggerirgli una soluzione che potrebbe ancora salvarne la reputazione, il ricordo, l’azione politica: riunisca i capigruppo e chieda l’indicazione di nomi di assoluto rilievo, di indiscutibile capacità e professionalità, di oggettiva trasparenza e serietà, per nominare cinque assessori granitici (bilancio, politiche comunitarie, urbanistica, attività produttive, sociale), che nessuno possa evitare di approvare e che possano, nei prossimi due anni, progettare la città del futuro. Il resto lo faranno gli uffici e i dirigenti con l’ordinaria amministrazione. Non consiglieri che diventano assessori (così nessuno potrà rivendicare poltrone) ma esperti estranei alla politica, supportati dall’intero consiglio (questo sarebbe un vero atto di responsabilità) su progetti condivisi e realmente strategici. Il Consiglio darebbe così prova di amare davvero la città, al di là degli interessi personali o di partito, ed il Sindaco sarebbe finalmente libero da vincoli, libero da ricatti, libero di amministrare nel solo interesse di Teramo. A condizione, ovviamente, che si impegni a non rassegnare le dimissioni a dicembre per partecipare alle elezioni politiche 2018.
Progettare il futuro, senza aspettare altri due anni, senza rischiare una nuova coalizione in cerca di stabilità e di poltrone. Un sogno. Servirebbero politici con gli attributi per mettere da parte gli interessi personali ed impegnarsi per i nostri figli e per i nostri nipoti.
Gianluca Pomante
Consigliere Comunale Arancione

 

1 risposta »

  1. Proposta intelligente quella di Pomante….peccato che questi personaggi non siano all’altezza di coglierne il senso. Complimenti ai teramani, primi responsabili di questo sfacelo!

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