Attualità

DIREZIONE ITALIA A BRUCCHI: «IL SINDACO – COMMISSARIO COPIA LA NOSTRA INIZIATIVA»

Apprendiamo dalla stampa, con un misto di stupore e soddisfazione, il tentativo maldestro, da parte del commissario Brucchi (Sindaco è colui che Amministra no colui che passa il tempo ad azzera giunte, rimpastarle, fare “tagliandi” ecc.), di copiare l’iniziativa intrapresa da Direzione italia denominata: “scegli la tua Teramo”.

Soddisfazione perché comunque la nostra iniziativa ha portato a casa già un risultato: svegliare le coscienze di chi oggi amministra.

Stupore perché la proposta di ricostruzione del centrodestra arriva proprio da chi lo ha distrutto.

Sembrerebbe proprio che questa lunga crisi politico – amministrativa non ha portato nessun insegnamento, sbagliare è umano perseverare è diabolico.

Innanzitutto ora l’unica coalizione possibile la si deve fare con i cittadini, sedendosi e ragionando con loro delle priorità da portare avanti, senza illuderli con faraonici programmi, non facendo il solo elenco dei problemi ma individuando anche le soluzioni.

Purtroppo dobbiamo registrare che la logica delle iniziative politiche continua ad avere un unico filo conduttore e cioè quella della conservazione del potere ad ogni costo. Ebbene no, noi crediamo e su questo saremo categorici, che non ci si mette per forza tutti insieme in nome del motto “uniti si vince”, casomai l’unico motto da sbandierare è “fuori i mercanti dal tempio”. Una coalizione deve sapere che dopo aver vinto le elezioni deve essere in grado di governare  e portare avanti un programma, e non lo si può fare con persone che hanno già dimostrato di anteporre le proprie ambizioni personali alle esigenze dei cittadini.

Entrando nel merito della proposta politica, se davvero si vuole ricostruire qualcosa di nuovo, ma soprattutto funzionale ed utile all’interesse della Città, questa non può prescindere da alcune regole ferree:

1)      Non solo un programma vero condiviso con i cittadini, con esso una tabella di marcia degli atti da intraprendere indicando sia dove si prendono le risorse, sia la tempistica di attuazione;

2)      Il candidato Sindaco va scelto attraverso l’utilizzo delle primarie e non dai soliti 4 amici al bar;

3)      Basta patti etici o di prospettiva, già dalla redazione delle liste bisogna avere il coraggio di fare selezione, escludendo fin da subito quelle persone che hanno già dimostrato di non avere nessuna etica politica;

4)      Il rispetto della volontà popolare, sconosciuta all’attuale classe dirigente.

Noi su questo ci confronteremo, consapevoli che ciò ci vedrà fuori (e lo possiamo dire fin d’ora con assoluta serenità) rende difficile il nostro ingresso in una possibile futura coalizione sostenuta da chi si ostina con arroganza e presunzione e non fa tesoro dei propri errori. Siamo però forti  delle nostre idee, oltre al sostegno ad avere il sostegno di tanti amici, da portarle avanti anche in solitaria, perché a noi non interessa vincere ad ogni costo ma lavorare sodo per il rilancio della Città, e lo faremo anche se in futuro dovessimo avere un ruolo di opposizione.

Troviamo invece positiva invece l’idea del commissario Brucchi di individuare una persona che coordini le iniziative ed aggiungerei  si faccia garante del rispetto di quanto suddetto.

Tuttavia troviamo, singolare che si autocelebri come unico salvatore possibile del modello Teramo, comico che a farlo poi sia proprio chi ha maggiori responsabilità del fallimento di quel progetto, chi ha dimostrato di saper guidare una bicicletta solo con le rotelle, dimostrando poi di cadere ad ogni curva non appena sono venute a mancare.

Sarebbe stato più apprezzabile un gesto di umiltà, ammettere il fallimento politico ed amministrativo, invitare a farsi da parte tutti i responsabili dell’attuale paralisi amministrativa ed individuare in chi, a differenza loro, ha dimostrato in passato con successo di avere competenze e professionalità per svolgere quel ruolo, ed in prima battuta il pensiero va decisamente al Presidente emerito Gianni Chiodi.

Il Coordinatore di Direzione Italia

Rudy Di Stefano

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