Attualità

OMICIDIO DI SANT’OMERO/ IL CAPO DELLA POLIZIA: «PER NOI LA VICENDA DI ESTER E’ UNA GRANDE SCONFITTA»

“Per noi questa vicenda è sicuramente una grande sconfitta”. Così il capo della Polizia Franco Gabrielli ha parlato dell’omicidio della dottoressa accoltellata davanti all’ospedale di Sant’Omero da uno stalker che la vittima aveva denunciato due volte e che l’ha perseguitata per anni.
Gabrielli, a margine del convegno “La vittima al centro” che si è tenuto oggi alla Scuola Superiore di Polizia, ha aggiunto che vicende come queste: “sono un imperativo e una sollecitazione a tenerle sempre e comunque nel debito conto” perché “le vittime devono essere i soggetti primari della nostra attività, soprattutto nei reati di genere”.
Il prefetto ha ricordato che “oggi ci sono strumenti come l’ammonimento, l’allontanamento, che prima non c’erano” ma che “in alcune situazioni, come quella nel teramano, non sono stati sufficienti”. “Purtroppo – ha aggiunto Gabrielli – questo può accadere. Questi comportamenti hanno una gamma di modalità di che può portare anche a situazioni tragiche ma non è che possiamo incarcerare tutti gli stalker”.

Il prefetto Gabrielli ha comunque sottolineato l’importanza della denuncia: “l’unico strumento perché le forze di polizia, la magistratura siano in grado di poter adeguatamente intervenire”. Ed infine ha esortato alla prevenzione “soprattutto di natura culturale”.
“Io credo che ancora un passo significativo su questo versante debba essere fatto”. “Fino a che ancora molti maschi considerano le donne come oggetto, come proprietà – ha concluso – questo inevitabilmente dà luogo a queste situazioni.
Quindi la repressione è importante, l’attenzione alla vittima è fondamentale ma anche il contesto sociale, che a volte è molto subdolo e molto pervasivo, e anche dove si immagina che a parole i diritti delle donne siano riconosciuti, nei comportamenti questo non lo è”.

 

 

1 risposta »

  1. Ho appreso dalla TV e poi qui e dai giornali, sono fuori città, dell’efferato femminicidio che ha sconvolto e riportato alla ribalta della cronaca nazionale la nostra Provincia.
    Un femminicidio premeditato, denunciato e non ascoltato.
    Mi unisco al coro di tutte quelle donne e uomini che con sdegno oggi denunciano la mancanza di un’efficace e reale protezione nei confronti di tutte quelle donne che hanno trovato la forza di denunciare quegli uomini che, nella maggior parte dei casi, si dicono fortemente e follemente innamorati della donna a cui poi tolgono barbaramente la vita con le proprie mani.
    Denunciare non è facile.
    Arrivare alla denuncia per una donna perseguitata e vittima di violenza non è una passeggiata.
    La denuncia rimane l’unica arma a nostra disposizione pur sapendo potrà innescare ulteriori ritorsioni da parte dello stalker e ancor peggio ritrovarcela Archiviata come nel caso di Ester perché giustamente ” non è che possiamo arrestare tutti gli stalker” …
    “Non è che possiamo arrestare tutti gli stalker ” ….leggo e rileggo questa frase, mi si è impressa nella mente ..
    Vergogna mi viene da dire istintivamente … Ester cercava protezione e giustizia …
    Bene! Visto che il Capo della Polizia Gabrielli ci dice che giustizia non ci sarà sempre …è arrivato forse il momento di farcela da sole?
    Dobbiamo mettere la pistola in borsetta oltre al rossetto?

    Io denuncio e voglio essere ascoltata.
    Io denuncio e voglio essere protetta.

    Io denuncio …. e sono morta!!

    Ogni tre giorni infatti una donna come Ester è vittima di femminicidio e non è uno slogan.

    Sono vicina alla famiglia e ai figli della povera Ester e a tutte le donne che nonostante gli stalker non potranno essere tutti arrestati continueranno a denunciare, denunciare e denunciare …

    Monica Brandiferri

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