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VIDEO/CACCIONI E FALASCA CONFERMANO: «USCIAMO DA QUESTA MAGGIORANZA, E’ MEGLIO CHE CI SIA UN GOVERNO PER LA CITTA’». SI LAVORA ALLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO E ALLE FIRME DA PORTARE DAL NOTAIO

Parla per primo Vincenzo Falasca che si presenta in conferenza stampa con Alfredo Caccioni, manca all’appello Mimmo Sbraccia (presenti Narcisi e Salvi come auditori): «Voglio chiarire in modo sintetico questa storia e voglio dire che avendo vissuto con il Sindaco con il quale ci siamo sentiti più volte in questi mesi, gli sono molto vicino umanamente che ho visto molto stanco e che tiene a cuore la città che amministra. Con lui ho notato la sofferenza che non puo’ derivare dal fatto che per due mesi abbiamo parlato del nulla. Cio’ che è accaduto credo che sia in atto una scomposizione del quadro politico a cominciare dal Pd e che evidenzia che bisogna che qualcosa cambi. Si vuole il cambiamento. Si è sempre fatto sarcasmo su di noi e sui tre tre, non sminuite voi giornalisti la scomposizione in atto. Per quanto riguarda i numeri e la firma del documento programmatico e sul cambiamento del merito e metodo amministrativo, io l’ho firmato e lo abbiamo firmato tutti. Si dava carta bianca al Sindaco che poi ha dovuto accontentare i presenti in consiglio comunale con un metodo che io non ho condiviso dall’inizio. Ho chiesto di sciogliere i gruppi consiliari e questa cosa non è stata fatta. Ho anche detto che questa maggioranza non c’è più. Ed allora è meglio che ci sia un governo per la città. Io credo che l’accettazione passiva verso un cambiamento mentale e che non sia solo realativo ad un interesse personale o di bottega non sia impossibile e spero che ci sia a Teramo un cambiamento».

Mimmo Sbraccia aveva impegni di lavoro e per questo oggi non c’era. E’rimasto nel suo gruppo consiliare anche se non è soddisfatto di come stanno le cose. Dunque da oggi Caccioni e Falasca sono in minoranza e sono pronti a firmare la mozione di sfiducia con la minoranza non per andare dal notaio ma per portarla in aula. La maggioranza perde altri pezzi. I numeri non c’erano prima e non ci sono ancora per affrontare un consiglio comunale. Le firme dovranno arrivare a 17 per andare dal notaio e chiedere lo scioglimento del consiglio stesso.

Falasca chiude con una battuta al Sindaco: «Noi lo abbiamo tirato per la giacca altri lo hanno preso per il collo».

Da oggi Caccioni e Falasca iniziano un nuovo percorso e si gettano nella campagna elettorale per cercare di capire come mai ilo 50% degli elettori non sono andati a votare: «Non sono interessato in futuro ad adesioni in un partito».

 

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