Attualità

“PER IL PD”: «BENE IL PRIMO ELENCO DI INTEVENTI PER L’EDILIZIA DI CULTO, ORA RISPOSTE ANCHE ALLE COMUNITA’ RIMASTE FUORI»

È notizia di venerdì scorso la pubblicazione del primo elenco di interventi per la ricostruzione, il miglioramento e l’adeguamento di 28 chiese abruzzesi danneggiate dal terremoto, con importo lavori fino a 300.000 euro. Sono 16 i siti di culto della provincia di Teramo attenzionati in prima battuta, a dimostrazione dell’altissima attenzione che il Governo Regionale a guida democratica pone sulla nostra provincia: San Pietro in Col Pagano di Civitella del Tronto, S. Cipriano di Colonnella, San Paolo Apostolo di Colledara, Trasfigurazione di Cortino, S.Andrea Apostolo di Cortino, San Paolo Apostolo di Torricella Sicura, San Donato Martire di Castiglione Messer Raimondo, San Pietro e Paolo di Fano Adriano, Santissima Annunziata di Teramo, S. Leonardo di Rocca Santa Maria, S. Michele Arcangelo di Tossicia, Chiesa di San Massimo di Isola del Gran Sasso, la Chiesa della Madonna delle Grazie di Torano, la Chiesa di San Vito di Valle Castellana, Santa Margherita di Melegnano di Atri ed infine la Cattedrale della città ducale, intitolata a Santa Maria Assunta.
Stupisce come il Sindaco di Atri, essendo il Duomo della cittadina presente in questo primo elenco, annunci la splendida notizia dell’imminente riapertura della Cattedrale contornandola di sterili polemiche verso l’operato del Consigliere Regionale Luciano Monticelli.
La Basilica di Santa Maria Assunta è un bene prezioso per tutti noi abruzzesi, ed è alla luce di questo che devono essere letti tutti gli interventi per la sua salvaguardia, a cominciare dalla lettera consegnata lo scorso 19 giugno al Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ilaria Borletti Buitoni.
Per il Partito Democratico, al contrario, accoglie l’annuncio con grande soddisfazione. Questi risultati sono la sintesi del buon lavoro tra autorità ecclesiastiche, Comuni e Regione e non possono e non devono essere inficiati da sterili polemiche politiche e personalistiche che nulla hanno a che fare con il bene della nostra collettività e la salvaguardia del nostro patrimonio religioso e culturale.
Da parte nostra, non perderemo occasione per sollecitare il Governo Regionale a dare risposte immediate anche a quelle Comunità che sono rimaste fuori da questo primo elenco, a partire da quelle delle aree interne, e per sollecitare il pieno ripristino di tutto il patrimonio culturale danneggiato dal sisma.

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