Attualità

INCENDIO RICHETTI/ BARTOLINI: «SE I FUMI SONO NOCIVI TE LI SEI GIA’ RESPIRATI. C’E’ L’ODORE NAUSEANTE IN GIRO»

«Inaccettabile.  In merito ai fumi sprigionati dall’ incendio della nota azienda di S. Atto nella notte del 26 giugno, si evince il seguente concetto:
“l’ aria si può respirare fine a quando non si hanno i risultati delle analisi”.
Ovvero se i fumi sono nocivi te li sei belli che respirati!!!!
Ebbene si! Anche se adesso dai vari comunicati degli organi preposti non c’è stato inquinamento o almeno non c’è stato inquinamento da amianto, i lavoratori delle aziende limitrofe sono andati a lavoro. Hanno respirato già dalla mattina presto, con incendio appena spento, l’ aria impregnata di fumo». E’ quanto sostiene il consigliere comunale del Pd Flavio Bartolini che in una nota evidenzia che:
La verità è che ancora oggi, a distanza di due giorni, in tanti lamentano un odore nauseante.
Perché nessuno si è preoccupato di emanare un’ ordinanza precauzionale di chiusura delle aziende?
Perché si sono dovute aspettare le prime analisi?…… perché si parla solo di prime analisi nei comunicati degli organi preposti. Ovvero, analisi più approfondite devono ancora arrivare?
Perché tanto pressappochismo quando si parla di salute ?
L’ incendio è stato di grosse dimensioni, i tetti dell’ azienda sono in amianto. La città è rimasta con il fiato sospeso per ore. Solo grazie all’ encomiabile lavoro dei vigili del fuoco l’ incendio è stato spento in poche ore.
Non è encomiabile il comportamento di questa amministrazione che avrebbe dovuto prendere provvedimenti immediati a tutela dei cittadini lavoratori delle aziende confinanti.
Li abbiamo lasciati soli, ..a sperare che i fumi non fossero tossici.
Inaccettabile.

2 risposte »

  1. Esatto. Purtroppo non ci si può fidare degli organi preposti ai controlli. E’evidente che i fumi sono stati respirati in un ampio raggio da quando si è’ sviluppato l’incendio e per almeno altre 12 ore. Per non parlare del l’amianto che reso volatile dal fuoco e’sparso in un area di molte centinaia di metri dal sito e rimarrà’ li per sempre.

  2. La città col fiato sospeso? non credo che in centro, a Miano o a Piano della Lenta fosse necessario allarmarsi più di tanto…cos’è questa zona è a dir poco non considerata, ora?
    In quel momento stavano lavorando ad Alfagomma, alla Facta, al centro distribuzione farmaci e c’erano numerose famiglie che dato il caldo stavano con le finestra aperte nelle case prossime all’incendio.
    Ovvio che ora ciò che resta è un odoraccio. Nell’acuto dell’incendio stesso, i problemi sono stati i fumi in cui sono presenti i numerosi prodotti della combustione, molti dei quali prodotti anche dalle nostre auto o dal fumo di sigaretta, le fibre di amianto che potrebbero essere state trasportate dal vento e dall’incendio e poi ormai ricadute nelle zone limitrofe. In effetti molto già s’è respirato, molto dell’amianto ormai cristallizzato speriamo venga rimosso. Altri residui della combustione sono ormai ricaduti in superficie, sicuramente l’agricoltura a km0 potrebbe subire delle ripercussioni. Ma dobbiamo solo sperare che diossine e IPA (idrocarburi policiclici aromatici) in acque, terreni, colture siano solo tracce.

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