Attualità

LA FONDERIA DI LUCIANO D’ALFONSO INVASA DALLE POLEMICHE E DALLE “OMBRELLINE”

Secondo lo slogan istituzionale doveva essere “Il laboratorio di idee nuove e visioni per il futuro della regione Abruzzo in Europa”. Peccato per quelle cinque ragazze in piedi, con gli ombrelli aperti, a riparare prima dalla pioggia e poi dal sole sei uomini comodamente seduti a discutere. Per molti, una caduta di stile che ha fatto precipitare Fonderia Abruzzo, la due giorni promossa dalla Regione a Sulmona, nel mare delle polemiche. Uno scivolone, secondo molti critici, che richiama ad altre latitudini, altri secoli, altre culture. Dove il concetto di parità uomo-donna è ancora un oggetto non identificato. A parlare per prima di questa caduta di stile Lilli Mandara nel suo blog Maperò.  Da li, ieri si sono susseguite prese di posizione da tante parte a cominciare dalla presidente della commissione regionale di pari opportunità, Alexandra Coppola, ex segretaria regionale dei dem, Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle ma anche di Fabrizio Santamaita, portavoce di D’Alfonso che in un post sulla pagina di D’Alfonso ha dato il via ad un acceso dibattito per tutta la serata che scriveva così:

ATTACCATI AD UN OMBRELLO

Il presunto “caso degli ombrelli” accaduto a Fonderia Abruzzo è davvero una non-notizia, una boutade estiva giustificabile solo da una domenica senza la possibilità di andare in spiaggia.

Nel dettaglio: durante due dei dibattiti svoltisi ieri alla Badia celestiniana di Sulmona, nel corso di Fonderia Abruzzo 2017, è stato necessario l’improvviso utilizzo di ombrelli per riparare i relatori dalla pioggia (al mattino) e dal sole (nel pomeriggio) poiché il palco era scoperto. Non appena si è verificata l’emergenza, alcuni volontari dotati di ombrello si sono attivati autonomamente. Giampiero Leombroni ha provato a coprire il ministro De Vincenti – presente al dibattito del mattino – con i fogli di un giornale locale ma non sono stati resistenti.

Nell’apprendere di queste polemiche, per la prossima edizione di Fonderia Abruzzo D’Alfonso ha ironicamente pensato ad un capitolato d’appalto nel quale sia prevista una voce riguardante i portatori di ombrelli in caso di sole e di pioggia, tutti rigorosamente di sesso maschile, magari capitanàti da Leombroni. Il Presidente ha anche confidato: “Disponevo di un cappuccio nella giacca ma non l’ho usato per non passare per affiliato alla massoneria”.

Scherzi a parte, la natura strumentale di questa polemica è lampante. I commenti di chi ha visto in questa vicenda un affronto alla parità di genere sono davvero fuori luogo o comunque frutto di disinformazione. Per il resto, c’è chi si attacca ad un ombrello pur di avere un po’ di visibilità mediatica.

Settanta i commenti piovuti è il caso di dirlo, sulla bacheca del presidente, l’ultimo questa mattina alle 6.30 con un commento di Gabriele che scrive: «Se tornasse Flaiano ironizzerebbe : coraggio, l’ombrello è passato!».

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