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CONSIGLIO COMUNALE/ OSPEDALE NUOVO: TUTTI D’ACCORDO SULLA TERRITORIALITA’: «DEVE ESSERE A TERAMO» E VIENE INSERITA L’AREA A CASALENA TRA LE LOCATION

Prima si chiamava ospedale unico ora la definizione giusta sembra essere diventata Ospedale Nuovo. E di ospedale nuovo si è parlato oggi in consiglio comunale. A relazionare il Sindaco: «Abbiamo una mobilità passiva importante ferma sui 60 milioni di euro. E’ importante questo treno che non possiamo perdere sul nostro territorio – spiega Brucchi – in merito all’ospedale nuovo che impiega un numero importantissimo di persone. Non è più possibile avere camerate oggi nel terzo millenio, con quattro letti ed un solo bagno e senza aria condizionata. I nostri ospedali sono stati costruiti: Atri nel 1960 il primo blocco, nel 1970 il secondo blocco, nel 1968 è stato costruito l’ospedale di Giulianova, nel 1980 è stato costruito l’ospedale di Sant’Omero, e poi il Mazzini il cui primo lotto risale al 1969 ed il secondo lootto è del 1982. Strutture che hanno bisogno di adeguamento sismico e di adeguameno antincendio. C’è poi un accreditamento regionale che prevede che ci siano in tutto l’Abruzzo una serie di presidi territoriali. Tutto questo costa oggi 157 milioni di euro secondo i dati  Asl. Si sta lavorando ad un ospedale nuovo e con circa 700 posti letto e dal costo di 120 milioni di euro. La realizzazione è prevista entro tre anni e mezzo. L’inquadramento territoriale dovrà essere a Teramo».

Il sindaco ha poi descritto le quattro aree individuate dalla Asl:

 

Zona A che è stata esclusa, sotto al centro commerciale Gran Sasso perchè è zona a rischio esondazione.

Zona B, quella vicino all’Università di Piano D’Accio che presenta pro e contro. I pro per la presenza della ferrovia e parte della viabilità già realizzata ma sarebbe troppo piccola e non sufficiente per fare i parcheggi, servirebbe tra gli 8 e i 13 ettari di area per fare il nuovo ospedale.

Zona C, (cosidetta area di Verna) in prossimità della ferrovia, anche se bisognerebbe espropriare alcune cave di breccia, di buono c’è lo svincolo già realizzato.

Zona D, Sant’Atto che ha di buono di essere di proprietà della Asl,di stare in una zona collinare e ma la viabilità è insufficiente e ne andrebbe fatta una nuova.

Il Sindaco conclude invitando a dire la propria su location e ospedale nuovo a Teramo.

«Le tre aree poste in discussione mi porta a chiedere – dice Vincenzo Falasca – come mai non è stata messa in campo l’area di Casalena considerato che è una zona che ha bisogno di essere riqualificata, che è zona ospedaliera, che ci sono servizi attinenti il nuovo ospedale».

Gianluca Pomante sposa l’idea del Sindaco: «Sì ad un nuovo ospedale a Teramo e su questo occorre puntare. Insisto sull’area di Sant’Atto (area D), proprietaria è la Asl, non servirebbero espropri e consente anche l’elisoccorso.

«Addio denaro speso invano». E’ stata questa la battuta di Paola Cardelli che ha detto no al nuovo ospedale a Teramo.

Riunione per gli emendamenti a conclusione della quale viene deciso di inserire tra le location dove costruire il nuovo ospedale anche quella di Casalena.  Sarà sempre la Asl poi a scegliere.

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