Attualità

LAVORI SU CORSO SAN GIORGIO/ LA DITTA CHIEDE DUE MILIONI DI EURO DI DANNI AL COMUNE…LA VERGOGNA E’ PER TUTTI

Finirà male, malissimo se i presupposti emersi ieri dalla commissione di garanzia e controllo verranno confermati. E finirà male come sempre per i cittadini di Teramo che ancora riescono a pagare le tasse perchè, la ditta esecutrice dei lavori farà causa al comune per due milioni di euro a causa delle interruzioni nella realizzazione dei lavori in questo anno e mezzo a seguito di un appalto da 3.7 milioni di euro affidato dal Comune all’associazione temporanea d’imprese formata dal Consorzio stabile di Tottea e da Macinati.

Ieri è stato così accertato che la sistemazione definitiva del corso slitterà di quasi quattro mesi rispetto alla scadenza riportata nel contratto. Un ritardo inaccettabile e vergognoso, secondo i componenti della commissione che ieri alla presenza del direttore dei lavori nonché progettista dell’opera Giustino Vallese, del dirigente dell’ufficio tecnico Remo Bernardi  hanno invitato l’amministrazione ad accertare le responsabilità legate anche agli errori di pianificazione dell’intervento, a lungo ostacolato dall’individuazione di reperti archeologici durante gli scavi per la sistemazione delle condutture sotterranee, e ad applicare sanzioni nei confronti delle ditte appaltatrici. Queste ultime, però, hanno già presentato al Comune una riserva contrattuale per due milioni di euro di danni subìti proprio a causa delle ripetute interruzioni dei lavori e dai cambi di programma imposti dalla necessità di mettere in sicurezza i manufatti di epoca romana emersi dal sottosuolo. La cifra richiesta a titolo risarcitorio dall’associazione temporanea d’imprese sarà al centro di trattative con l’amministrazione comunale.

Intanto nei giorni scorsi sono state tolte le tansenne in largo San Matteo e le condotte trovate d’epoca antica della vecchia cittadella completamente ricoperte come disposto dalla soprintendenza. C’è da chiedersi come sempre accade in questi casi, ma per quale motivo sono stati impiegati mesi e mesi di lavoro sotto l’occhio attento dei tecnici per poi ricoprire tutto il manto stradale come se nulla fosse?

1 risposta »

  1. Cara Signora,
    sarà perché i mesi impiegati servono a documentare a memoria futura e a studiare quello che c’è sotto terra in vista del ripristino delle quote esistenti che poi nasconderebbe il tutto?

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