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ATRI, I GENITORI SCRIVONO A D’ALFONSO: «A RISCHIO 2,4 MILIONI DI EURO PER UNA SCUOLA»

dal Comitato Genitori scuole di Atri riceviamo

 

llustrissimo Presidente, con la presente noi mamme e papà del Comitato Genitori Scuole di Atri ci rivolgiamo a Lei, al ruolo istituzionale che riveste, alla Sua sensibilità, per chiedere il Suo aiuto.
Durate l’intero anno scolastico appena trascorso abbiamo più volte palesato ai nostri amministratori locali tutte le perplessità in merito alle condizioni degli edifici scolastici del comune di Atri che quotidianamente ospitano i nostri figli, invitandoli a riflettere su come, dati alla mano, i ragazzi si trovassero in condizioni di pericolo. Purtroppo tutti i tentativi sono risultati vani.
Vorremmo invitarla a riflettere sulla questione dei lavori di messa in sicurezza e adeguamento alle norme antisismiche dell’edificio scolastico che ospita la scuola dell’infanzia Amaltea e la scuola primaria in Via UmbertoI.
Sussiste il rischio di perdere un finanziamento di ben 2.396.497.77 euro.
C’è un alone di mistero intorno agli ormai celeberrimi lavori di messa in sicurezza della suddetta scuola:
predisposto il progetto nel settembre 2013, tra l’altro con una segnalazione da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Teramo circa la designazione del progettista; ottenuto il finanziamento nel 2014; aggiudicata la gara nel dicembre 2014; individuato il direttore dei lavori nel settembre 2015;
a gennaio 2017, ben quattro anni dopo la predisposizione del progetto, costruiti dei
tramezzi nei corridoi della scuola per separare l’ala della prima consegna dei lavori dall’altra parte dell’edificio in cui sono stati stipati oltre quattrocento bambini più personale docente e non che nella struttura opera quotidianamente, con notevoli disagi e difficoltà di evacuazione.
Parliamo di un edificio costruito negli anni trenta,
vulnerabilità sismica prossima allo zero, per esattezza 0,26;
parete della scuola dell’infanzia confinante con un cumulo di macerie che giace inerme dal febbraio 2012, data del crollo del tetto della palestra, divenuto ricettacolo di ogni lordura;
rischio elevatissimo dovuto alla centrale termica completamente priva di autorizzazioni;
serbatoio dell’acqua potabile posto in luogo non sicuro e accessibile in ogni momento da chiunque;
Mancanza di scale antincendio esterne;
soffitti senza intonaco, cartelli all’interno delle finestre con la scritta “DIVIETO DI AFFACCIO” per caduta calcinacci.
Il nostro Sindaco insiste nel dire che i lavori stanno proseguendo regolarmente, la realtà è che nessuno può dire di aver sentito alcun rumore, aver visto alcun mezzo meccanico, nessun lavoratore per un progetto impegnativo, come quello della messa in sicurezza ed adeguamento alle norme antisismiche di un edificio, che indubbiamente presuppone un notevole dispiego di mezzi e uomini e che certamente non può passare inosservato.
Tra l’altro: non è forse vero che si è resa necessaria una rielaborazione del progetto da parte del Direttore dei lavori, Ing. Andrea Bagagli e che attualmente tale nuova versione del progetto è in fase di esame presso il Genio Civile di Teramo?
Se ciò fosse vero, dove si ritiene che debbano i nostri figli frequentare le lezioni nell’anno scolastico che sta per iniziare?
Riteniamo che la situazione di disagio e di pericolo, inizialmente paventato come provvisorio e di breve durata, in cui i bambini si sono trovati da gennaio fino a giugno sia assolutamente improponibile per l’anno scolastico che sta per iniziare, sottolineando che verosimilmente nessuno sia al momento in grado di dire se e quando questi lavori avranno inizio.
Un breve accenno anche alla situazione in cui si trovano i due corpi degli edifici che costituiscono la scuola secondaria di primo grado “Mambelli-Barnabei”.
I valori di vulnerabilità dei due corpi sono 0,16 e 0,17, pertanto l’edificio è stato inserito in un “Elenco di priorità di intervento per gli edifici scolastici a rischio sismico” redatto dalla Regione Abruzzo nel 2010, a quanto pare finito nel dimenticatoio: da allora nessun intervento né progetto di intervento.
Aggiungiamo che anche la scuola media è priva di autorizzazioni per la centrale termica.
Mentre il Presidente della Provincia di Teramo, dott. Di Sabatino si impegna ad effettuare indagini statiche su alcune strutture con vulnerabilità inferiore allo 0,2 per poter eventualmente valutare l’ipotesi di chiusura, la nostra Amministrazione non tiene in alcuna considerazione le condizioni precarie dei nostri edifici scolastici.
Con la presente le stiamo chiedendo di aiutarci a far comprendere, a chi ha l’autorità in materia, che in tutta franchezza le scuole a cui affidiamo ogni giorno quello che abbiamo di più caro al mondo sono ben lungi dall’essere sicure.
Ci aiuti a far comprendere che le istituzioni, di cui lei è rappresentante, hanno il dovere di assicurare ai nostri figli sicurezza a prescindere da ogni logica politica o economica.
Ci aiuti a far sì che i nostri figli possano iniziare il nuovo anno scolastico in strutture più idonee, che assicurino loro maggiore sicurezza e serenità.
In tutta franchezza, lei si sentirebbe tranquillo se suo figlio si trovasse dentro una struttura con tali e gravi problematiche?

Comitato Genitori scuole di Atri
Il Presidente Cinzia Di Luzio

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