Viaggi Vagabondi

VIAGGI VAGABONDI 2 – SULLE TRACCE DI HEMINGWAY

di ROBERTO CENTORAME

Durante  l’atterraggio il comandante ha comunicato che all’Avana ci sono 26 gradi e un sole splendente.
Il tempo di recuperare la valigia, cambiare gli euro in pesos e quando salgo sul taxi noto delle nuvole nere che minacciano l’inizio del mio viaggio a Cuba. Il tassista mi dice che a novembre certi repentini cambi sono normali e specifica che siamo nel periodo degli uragani quindi, se becco solo pioggia, sono fortunato! Quando arrivo alla “casa particular”, prenotata al centro della “Habana vieja” (la “Avana vecchia”: il quartiere storico della città) sono le cinque di domenica pomeriggio e diluvia. Il tempo di disfare il bagaglio, fare una doccia e sono già in mezzo alla via, tra palazzi dai colori pastello e vecchie Cadillac e Chevrolet. La pioggia non smette ma, riparato da un ombrello provvidenzialmente messo in valigia, percorro i pochi passi che mi dividono dal primo luogo che voglio visitare: la “Bodeguita del Medio”, storico locale in cui Hemingway era di casa.  Appena entro l’impressione è quella di un luogo in cui il tempo sembra sospeso. Il vecchio bancone di legno, gli specchi alle pareti ed anche il gruppo musicale sembrano lì da sempre.  Nella stanza ci sono una ventina di persone che sorseggiano mojito mentre in un angolo i musicisti suonano allegri ritmi caraibici. Sulle note di Guantanamera raggiungo il bancone e ordino un mojito. E mentre mi lascio cullare dai caldi ritmi cubani si avvicina un cameriere e mi dice che, se desidero, nella stanza a fianco c’è il ristorante.  Dato che non mangio da più di 18 ore prenoto un tavolo: ne scelgo uno da cui posso continuare a “mirar” quel che accade nel bar.  “Cosa mangiava Hemingway?” chiedo al cameriere. “Hemingway qui beveva soltanto, non mangiava. Comunque la specialità della casa è maiale arrosto con riso nero e fagioli”

“Vada per l’arrosto di maiale” gli dico mentre lo sguardo è preso dalle scritte sui muri e le foto dei tantissimi personaggi famosi che hanno fatto tappa in questo locale, che a Cuba è ormai un’istituzione. Ma ciò che rende “la Bodeguita del Medio” ancor più affascinante è il fatto che, nonostante la notorietà, non ha perso nulla della sua semplicità: musica e mojito! Passano a mala pena cinque minuti quando il cameriere arriva con la specialità della casa.

Assaggio l’arrosto e, al terzo boccone, mi torna alla mente la risposta del cameriere: “Hemingway qui beveva soltanto” ed ho capito perché:

si mangia davvero male!

Comunque alla fine mi sono finito sia il maiale che il mezzo chilo di riso nero e fagioli (le porzioni in tutto il sud america sono abbondanti) ma solo perché la fame era tanta.

Se passate per “la Bodeguita del Medio” fatevi quanti più mojito volete, ballate finché vi va ma a mangiare andate altrove: alcune stradine più in là ci sono ottimi ed economici ristorantini.
È iniziato così questo mio viaggio cubano: con musica e mojito che percorrendo interiori sentieri di leggerezza preparano l’animo ad accogliere il piacere…

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