Attualità

SCUOLE/ L’ORDINE DEGLI ARCHITETTI: «ATTIVARSI SUBITO PER TORNARE ALLA NORMALITA’»

Sulla situazione degli edifici scolastici in provincia di Teramo l’Ordine degli Architetti P.P.C. interviene nuovamente per sottolineare la necessità di scelte che, passata l’emergenza, permettano il ritorno alla normalità.

“Siamo consapevoli che vada assicurato l’inizio dell’anno scolastico, dando a studenti e operatori la certezza di luoghi sicuri dove svolgere le attività didattiche – dichiara il Presidente dell’Ordine, Arch. Raffaele Di Marcello – ma non vorremmo che le soluzioni temporanee facciano dimenticare la necessità di pensare, da subito, a quale sarà il futuro dell’edilizia scolastica, e non solo, nelle nostre città.”

“E’ necessario attivarsi immediatamente – continua Di Marcello – magari con concorsi di progettazione, sulla falsariga dell’iniziativa “Scuole Innovative” promossa dal MIUR, per ripensare il patrimonio edilizio scolastico esistente e futuro, e dotare le nostre città di edifici sicuri, energeticamente efficienti, con spazi moderni e flessibili, belli esteticamente e funzionalmente, che costituiscano, come richiesto dalla linee guida del Ministero dell’Istruzione, centri civici di riferimento per l’intero tessuto sociale cittadino, e non solo per studenti e docenti”.

Gli architetti teramani, quindi, dicono si alle soluzioni immediate, ma non vogliono che, passata l’emergenza, tutto cada nel dimenticatoio fino alla prossima necessità. Troppi edifici abbandonati caratterizzano i nostri centri storici, soprattutto quello del capoluogo; troppe periferie sono ridotte a quartieri dormitorio, prive di servizi per la comunità.

“Riabituarsi al bello, iniziando dagli edifici pubblici, deve essere una priorità – conclude il Presidente dell’Ordine – bello che vuol dire anche funzionalità, integrazione con il contesto, sicurezza. Solo così le nostre città potranno rinascere e superare l’emergenza”.

L’immagine riproduce la Scuola Mirabello, di Cucinella e Associati.

Categorie:Attualità

2 risposte »

  1. PEPPINO: Sai cosa penso?
    SALVO : Cosa?
    PEPPINO: Che questa pista in fondo non è brutta. Anzi
    SALVO [ride]: Ma che dici?!
    PEPPINO: Vista così, dall’alto … [guardandosi intorno sale qua e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre … che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. .. in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte … poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno ‘ste case schifose, con le finestre di alluminio, i balconcini … mI segui?
    SALVO: Ti sto seguendo
    PEPPINO:… Senza intonaco, i muri di mattoni vivi … la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione … e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste … nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza …
    SALVO: E allora?
    PEPPINO: E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie … bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?
    SALVO: ( perplesso) La bellezza…
    PEPPINO: Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.
    SALVO: Oh, ti sei innamorato anche tu, come tuo fratello?
    A conclusione del dialogo:
    PEPPINO: Io la invidio questa normalità. Io non ci riuscirei ad essere così…

    Luigi Lo Cascio (nel ruolo di Peppino Impastato) nel film di Marco Tullio Giordana – I Cento Passi

  2. Del trattato di Vitruvio (80 a.c. circa), “De Architectura”, sono da evidenziare i tre requisiti, o componenti essenziali, di ogni edificio. “Tutte queste costruzioni devono avere requisiti di solidità, utilità e bellezza. Avranno solidità quando le fondamenta, costruite con materiali scelti con cura e senza avarizia, poggeranno profondamente e saldamente sul terreno sottostante; utilità, quando la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere sarà corretta e pratica all’uso; bellezza, infine quando l’aspetto dell’opera sarà piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l’avveduto calcolo delle simmetrie.”

    Utilitas (utilità nella funzione)
    Firmitas (solidità nella statica e nei materiali)
    Venustas (venustà, bellezza, estetica)

    Spesso, nelle costruzioni attuali e di qualche decennio addietro, ci si è dimenticati di tutti e tre gli elementi, Venustas in primis, ma anche solidità e utilità nella funzione.

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