Lettere al direttore

L’INTERVENTO / FLAMMINJ: “TERAMO SI SALVA SOLO SE IL CONSENSO NON SARA’ PIU’ FONDATO SULLE PROMESSE DEI POLITICI”

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il sistema dei partiti è di scena a Teramo con una interminabile crisi di Giunta (per la verità in bilico sin dal suo insediamento), nella quale le varie fazioni politiche di maggioranza con sperimentate tattiche sono alla ricerca di un equilibrio all’insegna del maggior successo personale, senza badare ai guastanti effetti prodotti sul tessuto socio-economico cittadino. Mentre le forze di minoranza dal canto loro a fronte dei magnifici “assist” offerti dalla circostanza, non sono in grado di produrre atti necessari allo scioglimento del Consiglio e fingono di fare opposizione con discorsi poco chiari e convincenti, limitando la loro azione alla critica di quelle poche cose prodotte dalla maggioranza senza indicare interventi alternativi denotando così poca conoscenza delle cose da fare per rilanciare la città di Teramo.

Questa politica partitocratrica fatta solo di propaganda delle idee di parte, di annunci d’interventi mai realizzati quindi inconcludente e incapace di dare risposte adeguate, posta in essere da politici che si preoccupano soltanto di superare o di non far farsi superare dall’avversario (politicante) di turno – c’è o non c’è alla guida dell’amministrazione comunale è la stessa cosa, anzi è meglio se va via, così non provoca ulteriori danni e libera la struttura impiegatizia dalla richiesta di emissione di atti finalizzati al ristoro degli elettori che hanno dato una mano a vincere le elezioni.

Lo spettacolo offerto da questi politici – dotati di pensiero di corto raggio rispetto ai problemi della città invece senza limiti d’immaginazione e fantasia quando sono alla ricerca di soluzioni utili alla loro carriera politica – è incomprensibile e ingiustificato agli occhi dei tanti cittadini che lavorano e faticano per mantenere le loro famiglie.

 Con ogni probabilità la prospettiva di mantenersi la poltrona è per loro così allettante e conveniente al punto da fargli  dimenticare che sono stati eletti per fare il bene della cittadinanza: quindi è ora che mettano da parte le convenienze personali e politiche e diano le dimissioni, per consentire a Teramo di cercarsi un futuro degno della sua storia.

 Tanto a ben guardare questa amministrazione fin dal suo insediamento si è mostrata non all’altezza del ruolo, priva di una visione complessiva e inadeguata alle reali esigenze della nostra città capoluogo di provincia. Non è stata  cioè capace di provvedere all’ordinaria amministrazione, figuriamoci se dalla stessa ci si possono attendere future misure e interventi straordinari di rilancio della città di Teramo.

Diversamente da quanto prospettato da vari attori, con lo scioglimento anticipato del Consiglio la cittadinanza beneficia in realtà (per breve tempo) della gestione più trasparente e legale del Comune da parte del Commissario prefettizio, che opera – con maggiore conoscenza e capacità di coordinamento del corpo impiegatizio e con responsabilità di natura personale – in esercizio di tutti i poteri del sindaco, giunta e consiglio rispondendo del proprio operato direttamente al Ministero dell’Interno da cui dipende, facendosi coadiuvare da un Vice e  Subcommissari che svolgono le funzioni alla pari degli Assessori.

 Francamente in assenza di chance per le potenzialità cittadine, di programmi di rilancio socioeconomiche e culturale di Teramo, qualcuno dovrebbe spiegare  la differente attività amministrativa sviluppata dalla politica che sta governando (?) rispetto a quella del Commissario, indicando nel contempo i motivi che giustificano questa ostinazione a rimanere aggrappati alla poltrona in assenza di una reale maggioranza, fino a perdere ogni dignità e credibilità.

 Ulteriore esempio, questo,  di come la partitocrazia h imparato ogni sotterfugio, tattica e ipocrite dichiarazioni per mantenersi saldamente attaccata alle poltrone,  ritenute unica fonte di successo personale.

 Da più parti è stato detto che le ragioni del mancato scioglimento anticipato del Consiglio sono da ricondurre alla tutela degli interessi della collettività e al fatto che il Commissario prefettizio non è in grado di produrre una gestione utile del Comune, ma la strumentalità di dette affermazioni sarà presto svelata dai fatti, quando le amministrazioni del comune di Teramo, Regione e chissà di quanti altri enti cadranno come “pere mature”, al solo scopo di consentire ai più la candidatura a onorevole o senatore nell’imminente elezione nazionale.

Naturalmente non si vuole gioire dello scioglimento dell’amministrazione, per una serie di motivi, ma chiedere più coerenza  e serietà a coloro che sono stati eletti per amministrare la città e non per fare calcoli per la propria carriera politica strafregandosene degli interessi della collettività.

Purtroppo non si sta assistendo a nulla di originale o di diverso dalle passate consigliature, dove sono cambiate le maggioranze e le coalizioni partitocratriche, ma la musica è stata sempre la stessa.

Lo stato di abbandono e di disagio sociale vissuti in città richiedono un impegno straordinario e un approccio nuovo alle problematiche cittadine e territoriali, che  soltanto liste civiche costituite in superamento della contrapposizione ideologica possono però assicurare.

Verso questa direzione qualcosa sembra si stia muovendo, ma è ancora poca cosa per sollevare l’onda di pensiero cittadino che potrà mandare a casa la partitocrazia.

Qualche mese fa la stampa locale, ha riportato la dichiarazione rilasciata durante la conferenza stampa indetta per la crisi di Giunta da uno dei tre consiglieri usciti (mai) dalla maggioranza, di volersi in futuro impegnare a sostegno di una lista civica né di centrodestra né di centrosinistra e di guardare con interesse alla lista (o liste, non è dato sapere) che sta formando l’ex capogruppo uscito dal PD, ma anche queste intenzioni sono nel tempo cambiate visto che la partitocrazia continua tranquillamente a guidare il comune.

Sono in pochi a conoscere questa iniziativa che   incorpora il problema di sempre di scarsa comunicazione e condivisione delle idee. Mentre è indispensabile condividere con la cittadinanza le iniziative di formazione di liste civiche che si propongono ad amministrare il Comune con modalità diverse dal passato, finalizzate a costituire quel valore aggiunto che fino ad oggi è mancato,  che guardano al futuro, si distaccano dalle vecchie logiche partitocratriche e uniscono gli intenti delle tante persone che valorizzano la società teramana senza il capetto di turno che le comanda o le strumentalizza.

Liste civiche che si caratterizzino per coerenza e determinazione piuttosto che per improvvisazione e populismo; capaci di mettere in campo una squadra che sia in grado non solo di vincere le elezioni ma anche di garantire il cambiamento e di realizzare un’amministrazione di tutti basata sulla partecipazione e vicinanza ai problemi della gente, strumento di formazione di nuova consapevolezza che mette al centro le persone e il loro stare bene.

D’altronde basta osservare alcune regole essenziali per dare una svolta definitiva al modo di gestire il Comune e superare questo diffuso senso di oppressione e di offesa all’intelligenza:

– dalla riorganizzazione della struttura amministrativa all’inventario dei beni comunali;

– dalla valorizzazione delle professionalità interne al rendere  funzionali i servizi pubblici, per far sì che la burocrazia sia puntuale ed efficiente;

– dalla formulazione di un bilancio finalizzato all’interesse collettivo e non invece al ristoro degli interessi dei sostenitori della campagna elettorale, alla riduzione delle tasse comunali fino a renderli pagabili   con prestazioni d’opera;

– dall’intercettazione di consistenti finanziamenti dell’Unione Europea e dello Stato, al pagamento dei fornitori ed i lavori entro  30 giorni dal   protocollo di entrata delle fatture, visto che le somme sono propedeuticamente impegnate e quindi la mancata liquidazione è addebitabile al dirigente e non al Sindaco;

– dal tenere sotto controllo l’inventario immobiliare, lo stato di consistenza delle strutture, gli affidamenti, il contenzioso, le locazioni attive e passive, le scadenze dei contratti, l’elenco dei debiti fuori bilancio riconosciuti e l’attivazione dell’azione di rivalsa, l’elenco dei debiti fuori bilancio non riconosciuti né riconoscibili per i quali avviare immediatamente eventuale azione di responsabilità, l’elenco degli espropri non definiti e non pagati, le posizioni assicurative dell’ente e del parco macchine e le revisioni degli automezzi; al disporre un monitoraggio dello stato delle strutture pubbliche e delle abitazioni obsolete e della precarietà del territorio comunale ed avviare o ordinare azioni immediate di prevenzione, messa in sicurezza e ripristino dei luoghi;

– dall’informatizzazione di tutte le procedura amministrative comunali per una maggiore legalità, trasparenza e funzionalità dell’ente, all’apertura degli uffici tutti i giorni lavorativi in orari che consentono una  fruizione agevole dei servizi da parte dell’utenza;

– dall’istituzione di uno sportello che raccolga le istanze dei cittadini, all’istituzione di squadre di operai addetti alle manutenzioni delle strade e arredo urbano;

– dal porre in essere adeguati interventi affinché i disoccupati (in modo particolare i giovani) possano trovare, nel nostro territorio  comunale o provinciale, il lavoro e possano scegliere di rimanere o ritornare, al miglioramento delle capacità di comunicazione e di relazione interne ed esterne dell’ente e tra il corpo impiegatizio.

Insomma basta una gestione virtuosa e competente perchè il nostro Comune non sia più in sofferenza come accaduto fino ad ora, ma questo si verificherà quando il consenso verrà espresso non in base alle promesse (raccomandazioni, favori) dei professionisti della politica ma in relazione al programma elettorale più rispondente alle esigenze della città presentato da liste civiche come sopra descritte, quando cioè i cittadini si convinceranno che il futuro di Teramo non può più essere lasciato in mano a politici che pensano solamente a loro stessi e usano il comune come trampolino di lancio per la carriera politica.

Cordiali saluti

antonio flamminj

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