Attualità

DISCARICA DI SANTA LUCIA(ATRI), CONTINUA LA MOBILITAZIONE CONTRO IL TERZO AMPLIAMENTO

Il giorno 27 settembre nei locali della Sezione di Italia Nostra ad Atri, un cospicuo numero di rappresentanti di associazioni e movimenti, singoli cittadini ed esponenti politici si sono riuniti per fare il punto sull’attuale gestione e sulle paventate prospettive di ampliamento della discarica “Santa Lucia”.

Il Consorzio Piomba-Fino, infatti, continua a ribadire l’intenzione di procedere con la realizzazione di un terzo lotto di discarica da 360.000 tonnellate.

Tutti i partecipanti, oltre a confermare l’assoluta contrarietà alla proposta di abnorme ampliamento della discarica, hanno deciso di avviare una campagna di sensibilizzare della cittadinanza sulle problematiche legate a questa vicenda, nonché di richiedere ai Sindaci del Consorzio di prendere una posizione chiara ed efficace in merito.

È noto che la discarica, pur essendo gestita da un Consorzio formato dai Comuni del comprensorio Piomba-Fino, non raccoglie esclusivamente i rifiuti di questi Comuni, ma viene utilizzata per ricevere i rifiuti provenienti da altre province e regioni.

Da un lato si chiede, giustamente, ai cittadini di fare una corretta raccolta differenziata, dall’altra, però, alla fine del ciclo dei rifiuti si è creata una discarica che raccoglie lo scarto proveniente da altri territori.

E si deve tenere presente che il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, di prossima adozione da parte della Giunta regionale, prevede l’ampliamento della discarica “Santa Lucia” per 360.000 tonnellate, recependo così la vecchia pianificazione provinciale fatta più di 10 anni fa. Dopo l’adozione della Giunta, il Piano andrà in discussione in Consiglio regionale e tutte le Amministrazioni Comunali contrarie dovranno far sentire la propria voce al fine di arrivare ad una modifica di questo strumento di pianificazione. Infatti, se il Piano dovesse confermare la previsione dell’ampliamento sarà molto difficile evitare che ad Atri arrivi questa terza discarica alle porte di un’area protetta regionale come l’Oasi WWF dei Calanchi di Atri.

È quindi il momento per avere dagli amministratori locali un impegno concreto!

Per questo, nel corso della riunione del 27 settembre, è stato creato un gruppo di lavoro per la definizione delle iniziative da intraprendere per portare alla luce i problemi legati all’ampliamento, ma anche a quelli già esistenti per la vecchia discarica, evidenziati in una serie di note che l’ARTA e la Regione Abruzzo hanno inviato alla locale Sezione di Italia Nostra.

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