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APPALTI EUROPEI, CHIESTO IL PROCESSO PER MICUCCI, SORGI E ALTRI DUE INDAGATI

«Gare d’appalto addomesticate per mettere le mani sui fondi europei». Lo sostiene la procura dell’Aquila che ha chiesto il rinvio a giudizio dei dirigenti regionali Antonio Sorgi e Iris Flacco, dell’imprenditore teramano Ercole Cauti e dell’ex presidente della Fira, Rocco Micucci, sindaco di Rapino. Lo scrive oggi il quotidiano Il Centro. Le ipotesi di accusa, tutte ancora da dimostrare, sono di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, per fatti che sarebbero stati commessi tra il 2009 e il 2013.I quattro dovranno comparire davanti al Gup dell’Aquila il 21 novembre prossimo. Secondo i pubblici ministeri, Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli, ci sarebbe stato «un affidamento illecito di servizi e forniture per la gestione e l’assistenza tecnica di progetti finanziati con fondi europei gestiti dalla Regione». L’ipotesi principale d’accusa, su cui il Gup dovrà decidere per il rinvio a giudizio o il proscioglimento, è infatti che Sorgi, in concorso con la Flacco, abbia sfruttato il suo ruolo apicale in Regione per favorire Cauti, titolare della Metron, società di Mosciano Sant’Angelo specializzata in programmi europei. Cauti, attraverso procedure che la procura aquilana definisce «turbate» in suo favore, si sarebbe così aggiudicato cinque commesse pubbliche su progetti europei in materia di sfruttamento di risorse energetiche e protezione dell’ambiente. In due dei cinque casi contestati, cioè per i progetti denominati Effect e Speedy, ci sarebbe stata una sorta di subappalto. La Fira, finanziaria regionale, avrebbe partecipato alle due gare, vincendole, «malgrado non possedesse le qualità professionali», ma potendo contare sull’appoggio della Metron. A sostenerlo sono gli investigatori della squadra mobile di Pescara che hanno condotto le indagini e che avrebbero rinvenuto, nei computer della società di Cauti, «bozze di documenti» dei due appalti vinti da Fira. La notizia della richiesta di rinvio a giudizio, dopo che a maggio di quest’anno c’era stato l’avviso di conclusione della indagini per fatti di otto anni fa, ha suscitato la reazione rammaricata dell’ex presidente Fira, Micucci, che si era sottoposto all’interrogatorio di garanzia e aveva presentato una dettagliata memoria difensiva, pensando di dimostrare subito la sua estraneità ai fatti.

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