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LETTERA APERTA DI MIMMO DANIELE: «SE SEI AMICO DEL POTENTE POLTICO DI TURNO PUOI LAVORARE…ARRIVA LA SENTENZA DI MORTE DEL CIRSU»

LETTERA APERTA DI MIMMO DANIELE, EX DIPENDENTE SOGESA

Il primo articolo della Costituzione Italiana sancisce che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Visti gli ultimi avvenimenti mi chiedo se il Polo di Grasciano si trovi o no in Italia. A questa domanda mi sono risposto da solo : si il Polo di Grasciano si trova in Italia, ma, qui non si seguono i principi della costituzione.
A Grasciano non si parla di una Repubblica fondata sul lavoro ma di una società dei potenti, dove si stabiliscono i diritti e la dignità dell’uomo in base alla politica. Se sei amico del politico di turno puoi lavorare altrimenti se la pensi diversamente non hai alcun diritto.
La storia del Polo di Grasciano e una storia infinita ma senza lieto fine. Sono state dette e scritte tante cose, sono state fatte tante battaglie, ma in tutti questi anni, nonostante ci siano stati vari cambiamenti al vertice, il risultato è sempre stato lo stesso : hai amicizie influenti allora puoi lavorare, sei una persona semplice ma onesta, il lavoro non è un tuo diritto.
Ma veniamo ai fatti attuali e al politico di turno il Sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.
Sabato 30 settembre sul Centro è stato pubblicato questo articolo : “Ex Cirsu, accordo per 29 licenziamenti”. A quanto dice l’articolo il 29 settembre in Provincia è stato firmato il verbale. A detta di Renzo Di Sabatino questo è “l’epilogo dei tanti errori nella gestione della società pubblica”. Più che un epilogo io la definirei una sentenza di morte. La storia non è nuova, e principalmente non è chiara. C’è bisogno di chiarezza, e soprattutto sorge una domanda : con che criterio erano stati assunti? A questo punto bisogna fare un passo indietro nel tempo, non è la prima volta che per risolvere i problemi di una cattiva gestione, come soluzione si decide di tagliare delle teste.
Non so se lo sapete ma ci sono dei lavoratori che sono stati licenziati precedentemente a questi ultimi sviluppi, che al momento sono senza reddito e non hanno la possibilità di garantire il sostentamento alle loro famiglie, nonostante le varie promesse non sono mai stati riassunti da CSA, c’è da aggiungere che una sentenza aveva stabilito che il CSA aveva l’obbligo di riassumere gli ex Sogesa. Perché nonostante la sentenza queste persone non sono state riassunte? La risposta è semplice : la responsabilità è del potente di turno che forse non ha fornito a CSA il beneplacito per riassumere queste persone.I politici hanno deciso che invece di riassumere queste persone era più opportuno assumere dei loro amici. Qui non si parla di una guerra tra poveri, tutti hanno il diritto di lavorare, ma, a patto che i diritti dei “figli di nessuno” non vengano calpestati per favorire i diritti “degli amici di”. Mi auguro che con la nuova gestione si possa porre fine a questa storia infinita: è per fine intendo una fine giusta per tutti al dì là delle amicizie politiche.
Tra i vari politici coinvolti in questa storia c’è n’è uno che spicca più di tutti gli altri: il caro Sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro che ha più volte sbandierato ai quattro venti, il fatto che a lui spettava il merito di 40 lavoratori che erano stati assunti nel dicembre 2011: la maggior parte di loro erano di Giulianova e quindi suoi elettori. Il nostro caro Sindaco a parole è molto bravo, infatti subito dopo i nuovi licenziamenti ha annunciato che insieme agli altri sindaci si impegnerà per aiutare le 29 persone licenziate. Mi sa che il nostro sindaco essendo laureato in Giurisprudenza con le parole è bravissimo, ma, non è altrettanto bravo a fare i conti: le persone licenziate non sono 29.
Ci siamo completamenti dimenticati degli altri 20 lavoratori che sono oramai 6 anni che sono fuori dal lavoro e che ormai hanno finito gli armonizzatori sociali. A questo punto è necessario fare un po’ di chiarezza e quindi bisogna tornare indietro nel tempo : era il lontano dicembre 2011 e la Sogesa non aveva liquidità finanziaria, anche se doveva riscuotere un milione e duecento mila euro dal Comune di Giulianova: il Comune di Giulianova non paga e per risposta la Sogesa rinuncia al contratto con quest’ultimo. Sogesa si avvia al fallimento ed entra in scena un nuovo gestore che dietro richiesta del Comune di Giulianova fa assumere i famosi 40 operai che lavorano sul territorio, mentre, coloro che lavoravano agli impianti e agli uffici, anch’essi per quota parte legati alla commessa del Comune di Giulianova, vengono mandati a casa. Nel giugno 2012 c’è il fallimento definitivo di Sogesa ad opera dei “soci” (ovvero i sei Comuni). A distanza di qualche anno dal fallimento il Comune di Giulianova paga il suo debito a Sogesa.
Adesso siamo al 2017, sono successe tante cose, ci sono stati tanti cambiamenti al vertice, con una costante la presenza del Comune di Giulianova e continui licenziamenti.
Non so come andranno le cose, ma se guardiamo indietro nel tempo non c’è da aspettarsi nulla di buono. Mi auguro solo che i nuovi gestori agiscano con giustizia e per quando riguarda il Sindaco di Giulianova, mi permetto di ricordagli che non siamo in tribunale e non sta facendo un arringa difensiva in suo favore, visto il coinvolgimento assiduo del suo Comune nelle vicende, ma qui stiamo parlando di persone e di famiglie: basta con le parole c’è bisogno di fatti e basta con le scelte guidate da tornaconti politici: bisogna scegliere con giustizia e bisogna avere rispetto di tutti, perché, per quando riguarda il lavoro abbiamo tutti gli stessi diritti.

 

 

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