Attualità

POMANTE: «PER RAGGIUNGERE ROMA OCCORRE FARE UN PERCORSO AD OSTACOLI, D’ALFONSO COSA NE PENSA?»

Da qualche settimana raggiungere Roma é un percorso ad ostacoli con tempi variabili in base allo spostamento dei cantieri. Stamattina ne ho contati dodici, con tre cambi di corsia. Aggiungendo ai disagi l’esproprio forzato della corsia di accesso ai laboratori del Gran Sasso, che presto ospiteranno materiale radioattivo, il quadro é completo. 

Siamo in balia degli eventi e, soprattutto, a quanto pare in Abruzzo gli interessi pubblici e privati di piccoli gruppi di potere prevalgono su quelli della collettività. Il Governatore D’Alfonso, cosa ne pensa? Quando era in campagna elettorale prometteva sviluppo e miglioramenti ma, alla luce di quel che sta succedendo, sembra che i disagi e i rischi siano di tutti e che i vantaggi siano di pochi. Il concessionario delle autostrade abruzzesi é in grado di gestirle in sicurezza? Perché i cantieri non lavorano h24 (riducendo di 2/3 i tempi di intervento) come avviene nel resto d’Europa, senza scaricare costi e disagi sui cittadini? E per quale ragione quando il transito è impedito al punto di metterci un’ora in più per raggiungere Roma, non si assiste ad una riduzione o alla cancellazione del pedaggio, che invece lievita ogni anno con la motivazione che i viadotti hanno continuo bisogno di manutenzione? Viene spontaneo il sospetto che molti cantieri siano tenuti artificiosamente aperti per fiaccare la resistenza dei contribuenti e far accettare loro senza proteste gli aumenti tariffari, nella speranza (fallace) che i disagi diminuiscano.
Ed ancora, ma é mai possibile che si debba tenere un laboratorio di fisica nucleare all’interno di un Parco Nazionale? Perché nessun ne chiede la chiusura dopo i vari sversamenti ed alla luce del nuovo esperimento basato su materiale radioattivo? Gli ambientalisti della domenica, che non perdono occasione di manifestare per un albero tagliato, dovrebbero scatenare un putiferio. E invece nulla.
Possiamo permetterci il rischio di gestione, all’italica maniera, di un eventuale incidente con rilascio di radiazioni a due passi dalle nostre principali falde acquifere? E soprattutto, i vantaggi che quel laboratorio apporta alla comunitá abruzzese sono mai stati soppesati alla luce dei disagi e dei rischi connessi?
Non corriamo un rischio Cernobyl, é evidente, ma vorrei evitare anche di dover bere acqua in bottiglia per tutta la vita o di veder brillare di luce propria il Gran Sasso, soprattutto quando devo passarci dentro con l’auto o passeggiarci sopra per andare a far trekking.  Se possibile, e se non dà troppo fastidio ai poteri forti.
Gianluca Pomante
Consigliere comunale di Teramo 
Coord. Regionale Abruzzo Civico

 

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