Attualità

SPACCIAVANO COCAINA IN UN HOTEL A MINORENNI: CINQUE ARRESTI

Il mercato era quello dei più giovani, spesso anche minorenni. Ai quali la banda vendeva sia marijuana che cocaina. Droga che in molti casi veniva spacciata all’interno di hotel, uno in particolare, (di cui non sono state fornite indicazioni da parte degli inquirenti), dove  gli spacciatori avevano regolarmente delle camere e con alcune ragazze che a volte avrebbero saldato il debito dello stupefacente in cambio di sesso. Un mercato stroncato dai Carabinieri della compagnia di Giulianova, coordinati dal pm Silvia Scamurra, che hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Domenico Canosa, 5 persone, tutte albanesi, accusate di spaccio aggravato di sostanze stupefacenti ed estorsione.

A finire in manette Alban Guga, 24 anni, residente a Roseto, Bruno Xhahysa, 28 anni, residente a Notaresco, Victor Gjeci, 34 anni, Gezim Pepa 29 anni e Bledar Laci, 29 anni, tutti e tre residenti in provincia di Bari, arrestati in diverse parti d’Italia.

L’attività di indagine era partita nell’aprile del 2017 con l’arresto di un albanese trovato in possesso di 40 grammi di cocaina, con i successivi approfondimenti che avevano fatto emergere un traffico di droga destinato interamente al mercato rosetano e la cui regia era interamente gestita da albanesi, sia residenti nel teramano che in Puglia.

In particolare, da quanto emerso nelle indagini i militari hanno scoperto come la droga, sia marijuana che cocaina, veniva spacciata sopratutto a giovani, molti dei quali minorenni, con lo scambio che avveniva molto spesso all’interno di hotel dove gli arrestati prenotavano regolarmente le camere. Ma non solo. Perché nel corso della certosina attività di indagine svolta dai Carabinieri, che hanno anche raccolto decine e decine di testimonianze,  alcune ragazze in qualche occasione avrebbero pagato la droga concedendo sesso agli spacciatori.

In alcuni casi, inoltre, gli arrestati dopo aver ceduto droga a “credito”, per farsi pagare avrebbero minacciato gli acquirenti recalcitranti.

Da qui le cinque ordinanze di arresto, con le accuse di spaccio aggravato ed estorsione.

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