Attualità

LA SCUOLA CHE NON VA E’ QUELLA VOLUTA DA MATTEO RENZI, LE INSEGNANTI CRITICANO IL TRENO DEL PD

Il treno del PD con il proprio segretario Matteo Renzi ha fatto tappa anche in Abruzzo.

Tranne un passaggio veloce in un Istituto Superiore di Pescara per un incontro tra pochi, non ci sono state occasioni per aprire discussioni con il mondo della scuola, che continua instancabile ad avversare la L.107/’15.

Il gruppo dei docenti, esiliati e ingannati da questa legge, sta portando avanti da oltre un anno in Abruzzo una battaglia fondata sulla difesa di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori, in  coordinamento con i comitati di docenti presenti nelle altre regioni del Mezzogiorno, ricorda ancora il 10 novembre 2016 la visita a Pescara dell’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in occasione del FLA (Festival delle Letterature dell’Adriatico). All’epoca, in pieno clima pre – referendum, il Premier dichiarò che si sarebbe fatto carico dei problemi creati dal piano nazionale di assunzioni della “Buona Scuola” e che presto, con una legge ad hoc, si sarebbe concretizzato un piano di rientro.

Molte cose sono accadute da quel momento, ma l’unica certezza, ad oggi, è che i docenti esiliati da tutte le regioni del Sud sono rimasti in numero sostanzialmente immutato, mentre è cresciuta l’emergenza sociale, i disagi sono aumentati, come pure l’esasperazione di molti.

In Abruzzo sono oltre 600 i docenti che risultano titolari fuori regione e circa 200 quest’anno, grazie ai tagli orizzontali ed alle restrizioni imposte dall’alto ai diritti di ricongiungimento, non sono rientrati neppure in assegnazione provvisoria. Si tratta di intere famiglie in difficoltà, di sofferenze vere, concrete, di persone che sono al limite delle dimissioni. Eppure in questa regione gli insegnanti non sono sufficienti a coprire tutto l’organici. Per coprire i posti di sostegno, garanzia del diritto allo studio degli studenti con disabilità, le scuole stanno nominando supplenti fino alle terze fasce di istituto, personale che non ha neppure il titolo di abilitazione.

L’Abruzzo ha bisogno dei suoi insegnanti. La scuola abruzzese è piegata da troppo tempo per via dei tagli agli organici e della riduzione dei fondi. L’edilizia scolastica è ridotta ai minimi termini.  Ogni anno c’è più di un edificio che soffre, che ha locali inagibili, che deve interrompere le lezioni e cercare disperatamente nuove sedi. Ci chiediamo: è questa una regione in cui il sistema scolastico funziona, riflesso di un sistema nazionale scolastico sano?

Il fugace passaggio dell’ex premier Matteo Renzi  è occasione per ricordare  a tutti, ancora una volta, che le vane promesse elettorali fatte al mondo della scuola, ancor prima dell’essere difficilmente credibili, sono spesso molto lontane anche dal sortire i risultati sperati che le hanno mosse, come il voto referendario del 4 dicembre 2016 ha ben dimostrato.

Si è detto che la scuola non dimentica e vogliamo dire ancora una volta che la scuola, se deve essere ascoltata, non può esserlo certo durante incontri per pochi intimi o eletti.  Le componenti più critiche tra studenti e docenti sicuramente sono più scomode da ascoltare, però sono anche quelle che vivono quotidianamente tra i banchi, nelle aule e al di fuori, nei contestati ambienti dell’alternanza scuola – lavoro. Sanno cosa non va, cosa sta uccidendo la scuola pubblica e quanti diritti quotidianamente continuano ad essere negati.

 

Coordinamento Nastrini Liberi Abruzzo

Francesca Carusi – Manuela Fusilli – Elisabetta Falorio – Pasquale Spina- Laura Messina – Valeria Argentieri

 

 

 

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