Attualità

VERTENZA HATRIA/ NULLA DI NUOVO DOPO L’INCONTRO AL MISE, OGGI ASSEMBLEA PER DECIDERE LE PROSSIME “AZIONI”

Nulla di fatto o quasi. E’ quanto venuto fuori  dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Hatria. Al tavolo presente il viceministro Teresa Bellanova. La trattativa si è aperta con una proposta fatta dal ministero: sospendere i licenziamenti, ma anche gli scioperi, per valutare un possibile accordo su alternative ai tagli occupazionali. Sul piatto il Mise ha messo tutta la serie di agevolazioni, dall’efficientamento alla ricerca e sviluppo, a cui accedere, naturalmente partecipando a bandi. E ha dato un’importante rassicurazione: l’azienda potrà usufruire non solo dei 10 mesi di contratto di solidarietà che ancora restano, ma di un altro anno ancora, visto che l’allungamento dei tempi sarà previsto nella prossima legge di stabilità.Insomma, il ministero ha proposto di riaprire le trattative a livello regionale, in base a questi nuovi elementi – almeno per ridurre i licenziamenti – per poi eventualmente rivedersi a Roma entro il 10 novembre. «Ma l’azienda ha risposto che sospendere i 55 licenziamenti è giuridicamente impraticabile», afferma Giampiero Dozzi, segretario della Filctem Cgil, «e ha controproposto solo eventuali ripescaggi a posteriori. Sarebbe stato possibile sospenderli: non si tratta di annullare i licenziamenti, ma di usare il termine di preavviso di 12 giorni, invece di procedere al licenziamento immediato e liquidare al lavoratore il corrispettivo di questi giorni. C’è stata una rigidità di fondo che non ci fa intravedere segnali positivi». «Oggettivamente visto l’impegno e l’apertura di un tavolo ministeriale, ci aspettavamo qualcosa di più da parte dell’azienda, quantomeno la disponibilità a riaprire la discussione su basi più solide», commenta Serafino Masci, segretario della Femca Cisl, «questo ci lascia l’amaro in bocca, ci auguravamo che da questo tavolo potessero uscire elementi di novità. Il ministero ha fatto sue proposte di mediazione e di impulso, anche chiedendo a noi di sospendere le iniziative di protesta, ma da parte dell’azienda non c’è stat disponibilità».

Il problema, fanno notare i sindacati, sarebbe che l’azienda – rappresentata dall’amministratore delegato Antonio Valentini, «non ritiene sufficienti i bandi proposti dal ministero, vuole fondi per ridurre i costi». Stamattina si svolgerà l’assemblea del personale che deciderà se credere nel flebile spiraglio e rientrare al lavoro dopo un mese di scioperi, o se continuare la protesta.

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