Attualità

COSA RESTERA’ DI QUESTA CITTA’ ….SECONDO L’ARANCIONE GIANLUCA POMANTE

I danni arrecati alla città dalle ultime due amministrazioni sono tali che saranno necessari i prossimi vent’anni per restituire a Teramo un’immagine simile a quella, ridente ed allegra, che aveva negli anni 90. A partire dallo scempio di Piazza Garibaldi e della sala Ipogea, monumento all’inutilità e nuovo parametro per definire la grande bruttezza, seguito dal nuovo Corso S. Giorgio, che sarà utilizzato nei libri di architettura per spiegare come non deve essere realizzata un’opera di tal genere, fino al disastro delle rotonde ovali, curvilinee, ellittiche, parallelepipede, in salita e in discesa, piccole, medie e grandi che tappezzano la città e vengono usate come bersaglio dagli automobilisti incauti, per finire con Garibaldi senza cavallo che ha perso l’orientamento dinanzi a Porta Reale e sguaina la spada per sentire l’aria che tira. Non che in passato non fossero stati commessi errori madornali come l’abbattimento del Teatro Comunale per far posto alla Standa o la costruzione del Tribunale con gli spazi più inutilizzati d’Italia che ha fatto scempio, con tonnellate di cemento armato, di uno degli scorci più belli di Teramo. Tuttavia il bilancio delle Giunte Brucchi è decisamente più negativo di qualsiasi altro, pur senza considerare il baratro finanziario, economico e sociale in cui siamo sprofondati. Sorvolando sull’idea geniale di approvare un bilancio preventivo quando le spese sono già state fatte e i servizi già erogati, con la complicità di un Governo espressione di un Parlamento illegittimo anche mentalmente oltre che costituzionalmente, il vero problema è che non sembrano esserci grandi idee per il futuro, nè grandi speranze, perchè chi dovrebbe far ben sperare continua a lottare per un primato inesistente, per un merito inutile, cincischiando su cosa sarebbe meglio fare, se dare le dimissioni dal Notaio o porre la mozione sfiducia in Consiglio, dimenticando che l’obiettivo dovrebbe essere mandare a casa questo Sindaco e la sua Giunta, senza “se” e senza “ma”, soprattutto per liberare la città (si spera) da una sottomissione culturale, prima che politica. Strana gente: pronti a combattere in tempo di pace e a fare la rivoluzione quando nessuno ne comprende il motivo, e poi restii ad andare all’assalto quando ce ne sarebbe bisogno, quando sarebbe il momento. Armiamoci e partite, insomma, con buona pace del Sindaco più contestato d’Italia che resta saldamente al suo posto e se la ride, pur non avendo una maggioranza da mesi. Facciamo così: per il bene di Teramo, lo pago io il Notaio e non mi interessa avere il merito della questione, basta che poniamo la parola fine a questa storia assurda e andiamo tutti a casa.

GIANLUCA POMANTE

Categorie:Attualità

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1 risposta »

  1. Pasquino

    14 novembre 2017 alle 10:51

    Mi vergogno dello Stato e del Comune di Teramo:
    Frazione Cannelli, 1,8 km da Villa Mosca, 600 metri di viabilità, dal bivio del carcere all’abitato, che mi vergogno di definire strada.
    sono due anni che è stato riparato un tratto in frana e dell’asfalto nemmeno l’ombra.
    Da alcuni mesi c’è poco distante un restringimento di carreggiata (a malapena passa un’auto) e non si hanno notizie.
    Per il resto divertimento assicurato sulle montagne russe.
    Tornate a chiedere i voti…..

    Urge servizio video di Vera TV.
    Almeno si sbugiardano gli inetti.

    PS
    Dello sfalcio a bordo strada quest’anno nemmeno l’ombra da Cannelli in poi.
    È stato pagato lo stesso?
    Verificate perché allora partono le denunce.

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