Attualità

TASSE UNIVERSITARIE, IL RETTORE: «LA ROBIN HOOD SBAGLIA, NOI PREMIAMO I MERITEVOLI MENO ABBIENTI E FACCIAMO PAGARE GLI ABBIENTI NON MERITEVOLI…COME IL “VERO” ROBIN HOOD»

In riferimento alle dichiarazioni odierne del presidente
dell’Associazione Consumatori Robin Hood Teramo, Pasquale Di Ferdinando (ascoltale qui) circa l’elevato costo
delle tasse universitarie dell’Ateneo di Teramo, il rettore Luciano D’Amico, dichiara:
«Uno degli obiettivi strategici del mio mandato è stato quello di ristabilire un’equità contributiva
unitamente a una valorizzazione del merito. Per questo le tasse di iscrizione all’Università di
Teramo sono state determinate con criteri di progressività, così come recita l’articolo 53 della
Costituzione, ampliando la forbice tra le tasse dovute per i redditi medio bassi e quelle dovute per i
redditi medio alti.
Analogamente è stato previsto, in anticipo di circa due anni rispetto a quanto contemplato
dall’ultima legge di bilancio, il sistema di esenzione totale in riferimento ai redditi medio
bassi. Per i redditi elevati l’esenzione, totale o parziale, è collegata agli esami sostenuti e alla
votazione media conseguita.
Così, per esempio, hanno l’esenzione totale gli studenti con la media del 29 e gli studenti iscritti
ai Corsi di laurea magistrale in lingua inglese che abbiano svolto un periodo di studio
all’estero, mentre è previsto un abbattimento del 50% per gli studenti iscritti a un Corso di
laurea magistrale in lingua inglese che abbiano una certificazione linguistica superiore a B1.
Sempre a titolo di esempio, è previsto un abbattimento del 30% per gli studenti meritevoli che
abbiano conseguito almeno 48 crediti formativi nell’anno accademico in corso.
L’obiettivo programmato è riassumibile in questo modo: studenti meritevoli di fasce economiche
deboli possono iscriversi all’Università di Teramo senza pagare tasse; studenti meritevoli di fasce
economiche medie, grazie al sistema di esenzione, possono iscriversi pagando tasse persino inferiori
rispetto a 10 anni fa; studenti di fasce economiche alte pagano, come è giusto che sia, tasse più
elevate. A titolo di esempio uno studente il cui nucleo familiare rientri in una fascia di reddito netto
di 100.000 euro l’anno è giusto che paghi una tassa universitaria di 2.160 euro».
«Come appare evidente – ribadisce il rettore – la politica seguita è quella di non far pagare i meno
abbienti meritevoli e di far pagare gli abbienti non meritevoli, così come il personaggio di Robin
Hood ci ha insegnato nella prima infanzia».

Categorie:Attualità

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