Attualità

PROCESSO TERCAS/ CATANIA: «QUEI PRONTI CONTRO TERMINE ERA UN INVESTIMENTO AD ALTO RISCHIO»

«Dal mio esame è emersa una sostanziale asimmetria su quanto percepito dai clienti e l’effettivo investimento sottoscritto. L’investimento riguardava infatti l’acquisto di azioni proprie di una banca che su una scala da 1 a 5 hanno un rischio pari a 5. Mentre gli investitori hanno percepito di sottoscrivere un prodotto diverso, che è quello dei pronti contro termine e quindi un investimento a basso rischio, con una scadenza predeterminata e un tasso di interesse prestabilito».

Dunque era a rischio questo investimento ma non sarebbe stato fatto comprendere agli investitori al momento della sottoscrizione. E’ quanto emerso durante una nuova udienza, la quarta, nel processo davanti al giudice Flavio Conciatori per la presunta truffa con le azioni ex Tercas (con 28 imputati tra cui l’ex direttore generale Antonio Di Matteo) da parte del consulente della pubblica accusa: Igor Catania già consulente della Procura teramana per il crac Curti-Di Pietro e conosciuto alle cronache nazionali per essere stato il consulente dei pm romani nel processo sul “Madoff dei Parioli”.

Per quanto riguarda la cosiddetta profilazione rischio dei clienti Catania ha anche affermato: «Dall’esame dei vari questionari Mifid ho riscontrato una dicotomia. Nella seconda parte del questionario, dove si identificano gli obiettivi di investimento, quasi tutti i clienti sono risultati con un obiettivo temporale dell’investimento a lungo e medio termine, con una propensione al rischio alta o elevatissima, e con l’obiettivo principale di guadagnare molto pur correndo dei rischi. Un profilo che mal si concilia con le informazioni generali fornite dagli stessi clienti nella prima parte del questionario». Aggiungendo a questo proposito anche che: «Molti clienti che avevano acquistato i relativi pacchetti erano pensionati e dipendenti. In due casi pensionati ultraottantenni, con una propensione soprattutto all’accumulo patrimoniale, con una netta incompatibilità tra il profilo dell’investitore e il suo profilo di rischio».

 

 

1 risposta »

  1. Una giustizia così lenta favorisce gli autori di simili comportamenti i quali, vedono sempre più, aumentare le probabilità di uscirne indenni, per prescrizioni o per quant’altro cavillo giuridico. Basti pensare che siamo ancora oggi a conoscere cose che si sapevano sin dall’inizio di questa triste pagina di mal conduzione della Tercas.!

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