Attualità

LE “BIDELLE” TERAMANE: «COSTRETTE A COMPRARCI I DETERSIVI DA SOLE E A PARLARE CON L’AZIENDA SOLO VIA WHATSAPP

«Non ci danno neppure tutti i detersivi necessari per pulire le scuole…tanto che dal mese di settembre ce li dobbiamo comperare con i nostri soldi». E’ un coro di proteste quello che sale da una nutrita rappresentanza delle 80 dipendenti teramane della Esperia spa, la società che è subentrata dal 18 settembre alla All Service nella cura della pulizia e cura degli istituti scolastici. Quelle che una volta si sarebbero definite “bidelle” sono oggi delle vere e proprie professioniste del decoro, che hanno anche compiti di sorveglianza all’interno degli istituti, per la tutela anche dei nostri figli. Compiti che, però, stando a quello che riferiscono diverse operatrici, non sarebbero ricomprese più tra le voci della busta paga dall’elenco del quale sarebbe scomparso il parametro 115 che, secondo la legge, corrisponde ad un’indennità prevista per questo tipo di impegno. La cosa però, che sta letteralmente scardinando la tranquillità operativa delle operatrici teramane, è quella del gruppo whatsapp, al quale è di fatto demandata tutta la gestione organizzativa. Con una spiacevole-a detta delle stesse operatrici-consuetudine: di fatto si tratta di un’autogestione, se un’operatrice deve assentarsi, è costretta a trovare, proprio ricorrendo al gruppo la sua sostituta e risolvere il problema senza possibilmente coinvolgere i coordinatori aziendali. La cosa ovviamente, crea non pochi disagi, specie in caso di assenze per malattia, quando l’operatrice deve magari risolvere il problema in tempi brevissimi confidando sulla disponibilità delle colleghe, cosa non sempre facile. Altro problema lamentato è quello della mail, alla quale per precisa disposizione aziendale è necessario ricorrere per ogni comunicazione tra operatrici e vertici visto che alcune delle stesse operatrici hanno età prossima alla pensione e non hanno quindi dimestichezza con le nuove tecnologie. Ovviamente, questo è l’elenco delle dimostranze delle operatrici, restiamo a disposizione dell’azienda, alla quale abbiamo appena inviato “proprio per mail” questo articolo per ogni eventuale replica.

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