Attualità

“GIALLO” A MOSCIANO, IL NO DELLA CIANELLA NON ESISTE, MA LA MAGGIORANZA (CHE ERA PRESENTE) L’ATTACCA INTERPRETANDO I GIORNALI…E VOLANO LE DENUNCE

E’ un giallo. O forse no. Forse, è semplicemente politica, ma di quella un po’ paesana, fatta sul sentito dire, sulle apparenze. Raccontiamo questa storia. Siamo a Mosciano, in consiglio comunale, e si vota sul progetto di un biodigestore, cioè un impianto di digestione anaerobica destinato allo smaltimento dei rifiuti organici industriali e della frazione umida. La consigliera comunale Maria Cristina Cianella della lista “Mosciano Nostra” esprime le sue perplessità, anche in ordine alla qualità dell’informazione arrivata ai cittadini, poi al momento di votare, si astiene. Posizione netta, chiara, inequivocabile.

Quella sua astensione, però, tra l’altro ufficializzata in un comunicato ufficiale, diventa “opposizione” nelle cronache di un quotidiano locale e, sulla base di quelle cronache, pur essendo stati presenti alla votazione, i rappresentanti di “Mosciano Democratica” (ovvero la lista del Sindaco), criticano la Cianella (leggi qui) accusandola di aver avuto un ripensamento tardivo, e di essere contraria. La nota di Mosciano Democratica ha mandato su tutte le furie la consigliera Cianella, che starebbe anche valutando l’ipotesi di tutelarsi legalmente contro le affermazioni relative al suo inesistente “ripensamento”.

Ecco il comunicato originale

COMUNICATO STAMPA

Sul progetto di impianto di digestione anaerobica a Mosciano SA(TE)

IL VOTO DI ASTENSIONE

Ieri sera, presso il Comune di Mosciano SA(TE), è stata portata all’attenzione del Consiglio Comunale, la delibera contenente le osservazioni tecniche e politiche di contrarietà, per come impostata dalla Maggioranza di Governo (PD e chi altri?), alla realizzazione del progetto di impianto di digestione anaerobica sul territorio comunale, da valersi quali formali osservazioni da depositare entro il prossimo 2/01/2018, presso la Regione Abruzzo.

La lista Mosciano Nostra, pur condividendo la necessità di sviscerare, nei termini e modi più meticolosi possibili, tramite il ricorso alla scienza e conoscenza tecnica, ogni aspetto che riguardi la realizzazione di un impianto comunque impattante per il territorio, sotto l’aspetto preminentemente ambientale, NON HA POTUTO CONDIVIDERE LA DELIBERA PROPOSTA DALLA MAGGIORANZA DI GOVERNO.

Ciò per una serie di ragioni.

In primis il grave stato di precarietà ambientale nel quale versa il territorio di Mosciano SA, per come descritto, ALLO STATO ATTUALE, dagli stessi tecnici incaricati proprio dalla Maggioranza di Governo a predisporre le osservazioni di natura contraria, alla realizzazione dell’impianto.

Dagli studi posti a corredo della delibera, infatti, emerge che Mosciano Stazione è stata, nel tempo, sicuramente maltrattata, per non dire martoriata, dalle errate politiche ambientali poste in essere o, addirittura, non predisposte proprio, da chi amministra da quarant’anni, ormai.

Dalla relazione ingegneristica redatta dal tecnico del comune, a pag.5, infatti, emerge, a sol titolo di esempio, che “l’alveo del Fiume Tordino ha zone ove la concentrazione-riferendosi ai NITRATI-“supera i 25 mg/L”, oltre al fatto che “la piana alluvionale del Tordino è considerata potenzialmente vulnerabile da nitrati a pericolosità media”.

Non meno rassicurante la relazione ARTA del 28.12.2017, che ha descritto la possibile nascita dell’impianto di che trattasi in un “[…]contesto già soggetto a impatto odorigeno(pag.2), in particolare per quel che riguarda il polo ex Cirsu Spa che continua“[…]ad emettere emissioni odorigene tra le più avvertite e mal sopportate dalla popolazione(pag.2), per non parlare dell’impianto di depurazione di Mosciano Stazione che “[…]da molto tempo ha grosse problematiche che spesso gli impediscono di rispettare i limiti di legge (sempre pag.2).

QUALI SIANO LE SOLUZIONI ALLE PROBLEMATICHE ATTUALI CHE AFFLIGGONO IL NOSTRO TERRITORIO NON E’ DATO SAPERE, poiché nulla è stato detto in delibera e nessun tipo di intervento in merito è stato previsto o discusso.

Ma le ragioni della mancata condivisione, non sono solo legate allo stato attuale del territorio, di certo non preservato dagli amministratori che, sotto lo stesso colore politico, si avvicendano da tempo immemore ormai, nella guida della nostra cittadina, sebbene sarebbero più che sufficienti.

Le ragioni sono anche POLITICHE.

Durante il dibattito consiliare, infatti, la sottoscritta ha affermato di provare un certo senso imbarazzo e difficoltà nel pensare che un impianto del genere (sebbene di ultima generazione e riconosciuto da tutti come il più virtuoso allo stato della scienza) possa ubicarsi nel nostro territorio, per come sopra brevemente descritto.

Lo stesso imbarazzo e difficoltà che si proverebbe se tale impianto venisse realizzato al di qua del fiume, ovvero nell’ex polo Cirsu, oggi, come noto e per come è andata tutta la vicenda giudiziaria, non più di proprietà pubblica dei comuni.

Di fronte tale affermazione il Sindaco ha affermato che, ormai da tempo, è previsto in Regione, nell’ex polo impiantistico Cirsu Spa, un progetto di realizzazione di biodigestione.

Ecco di fronte tale notizia, alla lista Mosciano Nostra non interessa aderire a quello che potrebbe essere, per come sono gli atti allo stato attuale, semplicemente un conflitto tra privati; conflitto che nulla avrebbe in comune con la volontà di preservare il territorio.

SE DI TUTELA DELL’AMBIENTE SI VUOLE PARLARE, infatti, lo si deve fare SEMPRE, INDIPENDENTEMENTE dalla provenienza.

Se un progetto è valido, lo è comunque.

Se non merita di essere realizzato, stesso discorso.

Non è il suo emittente ad attestarne o meno la validità, che sia esso privato o pubblico.

Se il progetto dell’impianto di biodigestione è ritenuto infatti, azzardato o rischioso per la collettività moscianese, lo è sia se nasce su terreno privato, sia se trova terreno fertile sul sito di impiantisca ex pubblica, quale è, allo stato dei fatti, il polo tecnologico della fallita Cirsu Spa.

Questa circostanza (non di poco conto), da parte di chi ci gioverna, andava chiarita e riferita, fin dall’inizio dell’intera vicenda alla comunità moscianese; soprattutto durante le due serate informative promosse.

Non andava detta, peraltro su sollecitazione, solo in Consiglio Comunale.

La tematica è così delicata, particolare e specifica che ogni circostanza in più può riempire di luci o di ombre l’operare di chi ha il compito dell’amministrazione della cosa pubblica.

Alla luce di tutto ciò, è ovvio che il documento predisposto da chi è stato chiamato a governare, al meglio, la nostra cittadina, non poteva essere condiviso, come non lo è stato.

Auguri, Mosciano!

Buon 2018. Lista Mosciano Nostra

  Avv.Maria Cristina Cianella

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