Attualità

RACCONTI DI MONTAGNA / IL “BRANCO DELLA CALLARA”

Intorno al 1970, dal maestro Vittorio Rotili e dalla consorte,la grandissima cuoca Anna Pediconi, il figlio secondogenito Goffredo Rotili raccolse l’eredità della propagazione di una grande ricetta per cucinare la pecora alla callara. Il cuoco novello formò, con Lorenzo Bellisari e, successivamente, con Elio Di Giovanni e con Mimmo Diletti ed altri amici un sodalizio nominato “IL BRANCO DELLA CALLARA” specializzato nell’improvvisare la cucina di piazza con la preparazione di piatti storici per grandi numerosi ospiti. Le ricette tradizionali del Gruppo della Callara, più conosciute ed apprezzate, sono come brevetti esclusivi del Branco e sono diffidati tutti coloro che cercheranno le imitazioni:

FAGIOLI DEL BRIGANTE
In una bella pentola far rosolare carne macinata di manzo con lardo di maiale ed un trito di aglio, sedano, peperone, peperoncino, salvia, origano, pimpirella, pepe, sale e maggiorana. Innaffiato il soffritto con un buon vino bianco e ,a rosolatura raggiunta, si procede a diluire il tutto con acqua calda dei monti della Laga e si versano i fagioli lessati e ben scolati. Dopo un breve tempo di ebollizione, si versa del pomodoro e si prosegue nel far amalgamare il tutto. Infine si assaggia per verificare il risultato raggiunto e si serve in piatti fondi con pane fresco o con cubetti fritti di pane raffermo. Si accompagna con vino rosso del tipo Montepulciano D’Abruzzo “Giù il cappello”, selezionato dall’antica Osteria”Rotili” di Rocca S.Maria.

PECORA ALLA MONTANARA(CALLARA).
-Tagliare a pezzi la carne, sgrassarla e pulirla anche dai pellami residui, lavarla e successivamente porla in una pentola, versarvi acqua dei Monti della Laga fino a coprirla, vino bianco ed olio extra vergine di oliva .

-Accendere il fuoco, attendere il bollore, schiumare e, successivamente, aggiungere sale ed un tritato fino di cipolla, aglio, sedano, peperone, peperoncino, prezzemolo, buccia di arancia, pepe, bacche di ginepro ed un po’ di salvia. A metà cottura togliere parte del brodo e versarlo in una teglia dove sono state adagiate delle patate sbucciate, successivamente messe in forno o sul fornello . Queste patate, lessate ed aromatizzate al brodo della pecora alla montanara, serviranno per proporre un adeguato contorno abbinato.

-Tornati al bollito, lasciar ritirare ed addensare lentamente il brodo fino alla cottura completa e servire insieme con le patate di cui sopra.

-Abbinare con il solito Montepulciano D’Abruzzo del tipo “Giù il Cappello” , scelto dall’antica osteria “Rotili”di Rocca S. Maria,

Con questi due piatti e con altre intuizioni successive come la salsa piccante “Saetta D’Amore o Hard” e “L’agnello al forno del Bosco Martese” il branco ha conquistato molti palati ed è ormai ossessionato dalle continue richieste di un gruppo di incalliti fagiolo-dipendenti che richiedono continue prestazioni. Il Branco della Callara ha cucinato in quasi tutte le manifestazioni dell’Associazione Nazionale Alpini e della Pro-Loco, alle inaugurazioni dei monumenti ai caduti, alle feste dell’Ascensione della Serra, alle inaugurazioni di fabbricati, alle premiazioni del segretariato della montagna, organizzate dallo stesso Branco, ai compleanni, alle nozze d’argento degli amici, nelle giornate di successo scolastico o di vincita di concorsi di qualche paesano. Il Branco Della Callara ha cucinato anche ad Orvieto in Umbria, a Fiano Romano (ROMA), in molte località del Teramano e dell’Ascolano ed è veramente molto apprezzato dove c’è forte amicizia, dove c’è rispetto umano e dove c’è l’umiltà popolare.

2 risposte »

  1. Perché queste ricette non salgono mai nell’olimpo della gastronomia ma sono sempre confinate nelle sagre di paese o al massimo escono fuori provincia grazie a contatti di amici in associazioni o similari? Due sono le cose: o la Pecora alla Callara è una “cagata culinaria” che non merita attenzione oppure se in cento anni non si riesce a comunicare la grandezza di questa ricetta forse dalle nostre parti ci sono seri problemi di valorizzazione e quindi di comunicazione del nostro territorio con tutte le sue bellezze ambientali e gastronomiche. A tutti i livelli.

    • Purtroppo le nostre capacità comunicative e di valorizzazione del territorio vengono espresse dagli eletti che ci rappresentano nelle varie istituzioni. Se continuiamo a votare gente incapace per meri fini personali ( promessa di posticino, passare avanti nelle liste d’attesa, non pagare ticket…) sarà tutto inutile…. Ricordiamocelo alle prossime elezioni!!!

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