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PD / BAGNO DI FOLLA PER IL PD E D’ALFONSO ANNUNCIA SOLDI PER LA SANITA’ TERAMANA E RINNOVA LA FASCINAZIONE DELL’ABRUZZO IN UN MINISTERO

Bagno di folla. Un vero e proprio bagno di folla, quello che il Pd candidato alle elezioni si è regalato questa sera a Teramo. In una sala polifunzionale piena come non mai, infatti, i candidati al Parlamento hanno incontrato l’elettorato teramano. Tante facce note in platea, ma anche tanta gente, tanti cittadini, venuti ad incontrare Manola Di Pasquale e Luciano Monticelli, Dino Pepe e Massimo Cialente, Stefania Pezzopane e Sandro Mariani, ma soprattutto lui, Luciano D’Alfonso. E’ l’uomo del momento, per l’elettorato di centrosinistra abruzzese, perché ha costruito la sua campagna elettorale su un progetto che è più grande e più ambizioso di una, già di per sé premiante, conquista di un seggio senatoriale. D’Alfonso, si candida a ministro. Si candida a riportare l’Abruzzo al Governo, 25 anni dopo Remo Gaspari. E, sul popolo della sinistra, preoccupato dai sondaggi che riferiscono di ventate destroidi e di grillismi dominanti, la suggestione di un abruzzese ministro ha un potere fortissimo. Specie perché D’Alfonso non fa mistero di voler portare tutta la Regione a Roma, nel senso di tutta la macchina governante. Per questo, la presenza di tanti “abruzzesi di governo” in lista, è di suo già un successo. «Siamo pronti ad una campagna elettorale di territorio – dice Luciano Monticelli – perché noi sappiamo parlare la lingua della gente». «E la sappiamo guardare in faccia – ribadisce Dino Pepe, invocato come primo baluardo territoriale contro quella candidatura leghista che si è incarnata in Lucrezia Rasicci, vibratiana come Pepe – e sappiamo di poter andare ad incontrare la nostra gente, forti dei risultati conseguiti». Risultati importanti, come quelli che, con la tradizionale veemenza, ricorda Manola Di Pasquale: «Quello che in poco meno di quattro anni ha saputo fare il pd al Governo della Regione, è l’esempio di come la politica possa essere capace di fare, quando volontà e capacità di incontrano – sottolinea – basti pensare all’Izs, ai limitati fondi concessi dal centrodestra e ai milioni arrivati dal centrosinistra, e cito i 53 del progetto con l’università..». Sugli stessi temi gli interventi di Stefania Pezzopane e Massimo Cialente, mentre dell’intervento coinvolgente di Sandro Mariani, immediato e diretto, raccontiamo qui. Poi, Luciano D’Alfonso. Una ventina di minuti serrati, inanellando successi e progetti (dai milioni arrivati a Teramo a quelli che arriveranno per la Sanità), visioni e prospettive (dal vecchio manicomio alla ricostruzione), sogni possibili e utopie realizzabili (finanche quella di una sala convegni vera e grande al centro di Teramo), fino a rinnovare, passando attraverso il già considerevole successo delle candidature tutte locali, quell’ambizione di Governo che potrebbe riportare, dopo 25 anni, l’Abruzzo in un ministero.

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