
E niente: ci hanno sempre insegnato che i sensi sono cinque: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. A Teramo, però, se ne studia un sesto: il senso unico alla teramana. Non è un semplice segnale stradale, ma una filosofia di vita. Funziona così: il senso unico va rispettato... finché non diventa più comodo percorrerlo al contrario. Se devi fare il giro dell'isolato, il cartello è sacro. Se invece hai fretta, devi scaricare due buste o "tanto sono cinquanta metri", improvvisamente il senso unico diventa bidirezionale per diritto di necessità. Il bello è che nessuno sembra stupirsi. Anzi, chi rispetta davvero il senso unico rischia pure di sentirsi fuori posto. È tutto molto bello

