Dopo oltre due settimane di emergenza, l'incendio che ha devastato le montagne tra Lucoli e il territorio aquilano potrebbe essere arrivato a una svolta investigativa. Nel corso dei sopralluoghi è stato infatti rinvenuto un oggetto ritenuto potenzialmente compatibile con un innesco, ora al centro degli accertamenti della Polizia Scientifica.
Il reperto è stato individuato nella zona di Ceracittu, sul versante che domina Roio Piano, in un'area particolarmente impervia raggiunta dagli investigatori con un mezzo cingolato dell'Esercito, affiancati da una squadra dei Vigili del Fuoco. Gli esami dovranno stabilire se l'oggetto presenti tracce di liquidi infiammabili e se possa essere collegato alla riaccensione delle fiamme che hanno interessato il comprensorio.
Al momento, tuttavia, non esistono elementi tali da modificare l'ipotesi iniziale secondo cui il vasto incendio sarebbe stato originato da un fulmine caduto nella zona di Prato Lonaro, nel territorio di Lucoli. Saranno le analisi tecniche e la relazione conclusiva dei Vigili del Fuoco a chiarire definitivamente le cause dell'accaduto.
Danni enormi al patrimonio naturale
Sul fronte operativo la situazione appare in progressivo miglioramento, anche se restano attivi alcuni focolai alimentati dal caldo intenso, dal vento e dall'assenza di precipitazioni.
Il bilancio ambientale è però pesantissimo: le stime parlano di oltre 1.600 ettari di boschi e pascoli d'alta quota distrutti dalle fiamme, con conseguenze che richiederanno anni per essere assorbite dall'ecosistema.
Per contenere il rogo sono stati impegnati complessivamente 35 Vigili del Fuoco, circa 50 volontari della Protezione Civile e una ventina di militari dell'Esercito, che hanno realizzato piste tagliafuoco decisive per limitare l'espansione dell'incendio. Fondamentale anche il lavoro dei mezzi aerei, che hanno continuato a effettuare lanci d'acqua prelevandola dal bacino della Valle del Salto, vista l'impossibilità di operare sul lago di Campotosto a causa delle condizioni meteorologiche.
Il caso arriva in Commissione Vigilanza
L'emergenza approda anche sul piano politico-istituzionale. I consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Giovanni Cavallari hanno chiesto la convocazione urgente della Commissione Vigilanza del Consiglio regionale per verificare la gestione dell'emergenza.
Tra gli aspetti che saranno esaminati figurano la tempestività degli interventi, il coordinamento tra le diverse strutture operative, l'impiego della flotta aerea e il funzionamento del sistema regionale di antincendio boschivo.
Nelle stesse ore le squadre antincendio sono rimaste impegnate anche in Marsica, tra Pescina e Aielli, dove alcuni fronti che sembravano ormai spenti si sono nuovamente riattivati, rendendo necessario un nuovo intervento di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e mezzi aerei.
foto. L'Aquila Blog

