Multato per un’infrazione stradale, va al Comando della Polizia locale e paga. Tutto nella norma… e invece no, perché qualche anno dopo, l’ automobilista pescarese protagonista di questa vicenda si è visto notificare quella stessa multa, ma caricata di sanzioni, interessi, spese di notifica… insomma: 600 euro. Secondo il Comune, infatti, il pagamento originario sarebbe stato effettuato con un giorno di ritardo rispetto ai termini previsti per beneficiare della riduzione, motivo per cui l’amministrazione ha considerato insufficiente il versamento iniziale, pretendendo l’importo pieno. Una richiesta che il cittadino ha contestato, evidenziando di aver seguito le indicazioni ricevute proprio dagli uffici comunali. Cinque anni di battaglia legale e il caso, raccontato dal Messaggero, è finalmente approdato davanti al giudice di pace di Pescara, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Mirko Luciani per conto di Federconsumatori Abruzzo. Il magistrato ha riconosciuto la buona fede dell’automobilista, sottolineando come quest’ultimo avesse fatto affidamento sulle informazioni fornite dagli operatori del Comando al momento del pagamento. Per questo motivo l’ingiunzione è stata annullata: il cittadino dovrà corrispondere soltanto la parte minima residua della sanzione e non l’importo raddoppiato richiesto inizialmente. Inoltre il Comune è stato condannato al pagamento delle spese legali sostenute dal ricorrente.

