Il Comune di Fano Adriano ha chiesto ufficialmente il fallimento della Gran Sasso Teramano, con l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale, denunciando una situazione ormai “gravissima” per la stazione turistica di Prato Selva e per l’intero comprensorio montano. La posizione è stata formalizzata dal sindaco Luigi Servi durante l’assemblea dei soci, attraverso una dichiarazione nella quale il Comune parla apertamente di stato di insolvenza conclamato, aggravato da nuovi decreti ingiuntivi e ulteriori contenziosi che hanno aumentato l’esposizione debitoria della società. Nel documento, l’amministrazione comunale descrive anche una situazione di forte degrado a Prato Selva, con impianti inutilizzati, assenza di prospettive concrete e mancanza di una strategia di rilancio. Secondo il Comune, la località montana, che avrebbe dovuto rappresentare una risorsa per il turismo e per l’economia del territorio, è stata invece segnata da anni di immobilismo e abbandono. Per questo motivo il Comune ha chiesto che venga promossa “senza indugio” la procedura di liquidazione giudiziale davanti al tribunale competente, con tutti gli adempimenti previsti dalla legge. Nella stessa dichiarazione, però, l’amministrazione comunale ha precisato che tale richiesta non dovrà rallentare né compromettere gli interventi pubblici già programmati su Prato Selva, in particolare quelli legati alla ricostruzione post sisma 2016 e al progetto della seggiovia dell’Abetone. Il Comune ha inoltre ribadito la volontà politica di aprire “una fase nuova” per Prato Selva, puntando a riportare impianti e infrastrutture in una disponibilità pubblica o comunque in una gestione coerente con gli interessi della comunità e con il rilancio turistico della montagna teramana.

