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Avevano rischiato di morire, otto turisti abruzzesi che si trovavano in gita su un’'imbarcazione andata a fuoco nelle acque delle Tremiti. Oggi, come riferisce il Centro, a distanza di 5 anni dal fatto, lo skipper dello yacht va a processo per il naufragio. È un uomo di Termoli accusato anche di incendio del natante e lesioni colpose. Doveva essere una giornata di svago tra le isole Tremiti, ma si trasformò in un incubo quando l'imbarcazione sulla quale viaggiavano gli otto amici fu avvolta da fiamme e fumo nero fino ad affondare. Secondo l'accusa, il comandante non avrebbe gestito correttamente il problema tecnico che si era manifestato durante la navigazione, proseguendo la corsa anziché fermarsi per verificare il guasto e mettere al sicuro i passeggeri. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, già prima della partenza erano emerse alcune anomalie. Il gruppo avrebbe ricevuto un'imbarcazione diversa da quella prenotata e uno skipper differente rispetto a quello indicato nel contratto. Inoltre sarebbero mancati adeguati dispositivi di sicurezza. L'incendio scoppiò a circa due miglia dalla costa,



FOTO Elaborazione AI