Scene di degrado a Sant’Anna. Bambini presi a sputi a Sant’Agostino. Bottigliate contro i passanti in via Palma. Bivacchi ovunque. Teramo sta vivendo una stagione difficile, con le cronache che raccontano di fatti che, per fortuna, fino ad oggi sono rimasti solo nel campo del degrado sociale, senza approdare ai titoli di cronaca maggiore. Una situazione che agita i cittadini, sulla quale il Sindaco ha preso una posizione netta: «Se Teramo, come tante altre città italiane, vive oggi un momento di difficoltà, la responsabilità non può essere attribuita ai Comuni», ha spiegato Gianguido D’Alberto, puntando il dito contro le politiche nazionali in materia di immigrazione. «Non possiamo pagare noi i danni degli errori e della cattiva gestione del Governo». Un attacco frontale alla Meloni, dunque, e più in generale a tutti i partiti di Governo che, ricorda D’Alberto, «A Teramo cercano di addossare le colpe al Comune». Nell’annunciare la nuova ordinanza finalizzata a rafforzare la sicurezza urbana e il rispetto delle regole sul territorio comunale, il sindaco di Teramo, ha evidenziato come i fenomeni di degrado e le intemperanze che generano preoccupazione tra i cittadini siano spesso riconducibili a persone che non fanno parte dei percorsi di integrazione e accoglienza strutturati e gestiti dagli enti locali. Secondo il sindaco, il problema nasce da un sistema che troppo spesso considera l’accoglienza limitata all’offerta di vitto e alloggio, senza una reale programmazione dei percorsi di integrazione e senza tenere conto delle caratteristiche e delle capacità di assorbimento dei territori. «Non si possono calare sui territori persone e numeri senza considerare le realtà locali», ha ribadito. «L’accoglienza non può ridursi semplicemente a garantire un posto letto o un pasto. Servono progetti di inclusione, strumenti di accompagnamento e un confronto costante con le amministrazioni che poi si trovano a gestire concretamente le conseguenze delle scelte assunte a livello centrale». D’Alberto ha quindi richiamato il ruolo dei Comuni, che ogni giorno sono chiamati a garantire sicurezza, convivenza civile e servizi ai cittadini, spesso con risorse limitate e senza il necessario supporto da parte dello Stato. L’appello del sindaco è dunque duplice: da una parte il rispetto delle regole da parte di tutti coloro che vivono sul territorio, dall’altra una maggiore assunzione di responsabilità da parte del Governo nazionale, affinché le politiche migratorie siano accompagnate da una pianificazione efficace e condivisa con le comunità locali.

