
Aveva inventato un sistema di furti al supermercato, che sembrava infallibile: i prodotti venivano regolarmente registrati alla cassa e gli scontrini riportavano il prezzo pieno della merce, ma i clienti coinvolti, suoi complici, versavano somme notevolmente inferiori rispetto al totale indicato. Successivamente le operazioni venivano annullate, per sistemare la contabilità. Al centro della vicenda c'è una ex addetta alle vendite del punto vendita Risparmio Casa di San Giovanni Teatino, condannata in primo grado a quattro anni e tre mesi di reclusione con l'accusa di aver contribuito, nell'arco di circa cinque anni, alla sottrazione di merce per un valore complessivo superiore a 286 mila euro. Tutto è stato scoperto perché una dipendente del supermercato avrebbe notato che alla cassa era presente il suocero della collega. Ricordando il divieto aziendale di servire parenti, invitò l'uomo a rivolgersi a un'altra postazione. Tuttavia il pagamento era già stato avviato. Restando nei pressi della cassa, la collega si sarebbe resa conto che l'importo richiesto non sembrava compatibile con la quantità di articoli presenti nel carrello. Da quell'anomalia presero avvio gli approfondimenti interni, seguiti dalla denuncia dei responsabili del punto vendita e dall'intervento dei carabinieri

