I genitori dei bambini iscritti al nido comunale "Pinocchio – Anna Ferrante" chiedono al Comune di Teramo di rivedere l'organizzazione del servizio e i criteri di assegnazione dei posti a tempo pieno. La richiesta è contenuta in una lettera indirizzata al sindaco, all'assessore al Personale, Comunità Educante e Diritto allo Studio e alla coordinatrice dei nidi comunali, sottoscritta dal presidente del Consiglio di Nido e da numerose famiglie.
Al centro della richiesta c'è la distribuzione dei posti disponibili prevista dal bando per l'anno educativo 2026-2027. Secondo i genitori, al nido Pinocchio, su 48 posti complessivi, soltanto 12 sono riservati alla frequenza a tempo pieno: sei destinati ai lattanti, tre ai bambini della sezione medi e tre ai grandi. Una ripartizione che, pur riconoscendo le esigenze dei più piccoli, viene ritenuta insufficiente per rispondere ai bisogni delle famiglie con figli oltre i dodici mesi, nelle quali entrambi i genitori lavorano.
Nella lettera si sottolinea come l'attuale assetto del servizio renda sempre più difficile conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari, evidenziando che il contesto sociale ed economico, oltre alla normativa nazionale ed europea, promuove la piena partecipazione al lavoro di entrambi i genitori.
Per questo motivo viene chiesto al Comune di avviare una riflessione più ampia sull'organizzazione dei nidi, valutando possibili modifiche che consentano di incrementare il numero dei posti a tempo pieno. Tra le ipotesi avanzate figurano una diversa gestione del riposo pomeridiano con turni differenziati tra le varie fasce d'età, una revisione dei criteri di assegnazione dei posti e una riorganizzazione degli spazi per permettere la permanenza di un maggior numero di bambini anche nelle ore pomeridiane.
I firmatari evidenziano inoltre come il nido d'infanzia non debba essere considerato soltanto un servizio assistenziale, ma uno strumento di welfare capace di favorire l'occupazione, sostenere la natalità e rispondere alle esigenze delle famiglie. Secondo i genitori, fare affidamento su nonni o baby sitter non rappresenta più una soluzione praticabile per molti nuclei familiari.
La lettera si conclude con un riconoscimento alla qualità del servizio offerto dalle educatrici, dalle collaboratrici e dal personale delle cucine, definito un patrimonio importante per la città, e con la richiesta all'amministrazione comunale di aprire un tavolo di confronto con le famiglie per individuare soluzioni organizzative più rispondenti alle esigenze attuali.

