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Tutto comincia a piazza Garibaldi la sera del 9 giugno quando un teramano di 72 anni, con troppo alcol in corpo, la mente offuscata e i riflessi rallentati, imbocca al contrario la rotonda e si schianta con la sua Mitsubishi Pajero contro la Chevrolet Captiva di Alessandro N., 33enne teramano dipendente della Amadori. Che non sarà vittima solo di quell’incidente, ma anche di un paradossale intreccio burocratico - assicurativo che, a suo dire, lo sta lasciando senza alcuna tutela. Dal 9 giugno vive un vero e proprio calvario. L'incidente è stato causato esclusivamente dall'altro conducente, che avrebbe invaso la corsia opposta urtando violentemente la sua vettura. Una dinamica che il legale della vittima definisce chiaramente riconducibile alla responsabilità dell'altro automobilista, tanto da aver diffidato formalmente la compagnia a procedere con urgenza alla liquidazione del danno e a mettere a disposizione un'auto sostitutiva. Ma, a quasi un mese dal sinistro, Alessandro è ancora senza automobile. Lavora come dipendente e utilizzava quotidianamente il mezzo per raggiungere il posto di lavoro. La sua vettura è ferma in carrozzeria, dove sarebbe stata giudicata economicamente non conveniente da riparare, essendo un'auto immatricolata nel 2009. L’offerta, in caso di rinuncia ai lavori, sarebbe di appena 2.500 euro, una cifra che, secondo il proprietario, non consentirebbe nemmeno di acquistare un veicolo equivalente nelle attuali condizioni del mercato. Il problema, però, non si ferma qui. L’assicurazione, infatti, non avrebbe autorizzato né la riparazione né la concessione di un'auto sostitutiva o il rimborso di un noleggio. Perché? Per il più italiano dei motivi: il funzionario incaricato della pratica risulterebbe assente per ferie fino al 15 luglio. Così, nell’attesa, il trentatreenne ha dovuto “metterci” l’avvocato. Nella diffida inviata alla compagnia, lo stesso avvocato sottolinea come il ritardo stia provocando un grave pregiudizio al proprio assistito, impossibilitato a sostenere economicamente sia il costo della riparazione sia quello del noleggio di un'altra auto. Viene inoltre evidenziato che il fatto sia intervenuta la Polizia Locale e che il procedimento penale richieda tempi tecnici che non possono tradursi in un blocco della pratica risarcitoria a danno della parte lesa. Per questo viene chiesto un acconto immediato, l'autorizzazione alla riparazione oppure la messa a disposizione di un veicolo sostitutivo, oltre al risarcimento di tutti i danni derivanti dal fermo dell’auto. Una vicenda che riaccende il dibattito sulle tutele effettive per chi, pur avendo ragione in un incidente stradale, rischia di rimanere ostaggio delle procedure burocratiche. Perché se è vero che un'auto del 2009 ha un valore commerciale limitato, è altrettanto vero che per chi la utilizza ogni giorno per lavorare il suo valore reale è ben diverso. E mentre si attendono le decisioni dell'assicurazione, chi ha subito il danno continua a pagare il prezzo più alto.


Foto elaborazione AI